(di Francesca Pierleoni)

Oggi "c'è una sterilizzazione della

cultura, che colpisce tutto quello che è controverso,

provocatorio o trasgressivo. C'è un desiderio, soprattutto con

le piattaforme di streaming che dominano l'ecosistema del cinema

e della televisione, di non avere contenuti di questo tipo. Per

loro più si può tenere la tv accesa come semplice sottofondo,

più successo hanno". Parola del regista danese Nicolas Winding

Refn, premio per la miglior regia a Cannes nel 2011 con Drive, a

Roma per presentare il film che l'ha riportato al cinema dopo 10

anni, Her Private Hell, thriller onirico con accenti sci-fi e

horror, con una potente colonna sonora di Pino Donaggio, che

dopo il debutto a Cannes fuori concorso è appena arrivato nelle

sale italiane con Mubi. Protagonista Sophie Thatcher in un cast

che comprende Charles Melton, Kristine Froseth, Havana Rose Liu,

Diego Calva e Dougray Scott.

Un nuovo capitolo del mondo visionario di Refn, ma anche un

film "contro l'algoritmo che va sfidato essendo provocatori,

trasgressivi, pericolosi e singolari. Sennò ti viene proposto

solo ciò che vuoi vedere o desideri, una cosa che trovo molto

triste. Sono cresciuto in anni in cui al cinema si trovavano

tanti film diversi e si andava a vedere quello che capitava. Ora

è tutto in televisione, si passa più tempo a decidere cosa

guardare e cosa non guardare. E credo che non sia sempre

salutare per la mente".

Il cineasta danese, classe 1970, non è a prescindere contro

l'intelligenza artificiale: "È uno strumento che tutti in

qualche modo utilizziamo, è come se stesse entrando nel nel

nostro Dna. Ma se lasciassimo che un'IA realizzasse un film, non

so quanto interessante potrebbe essere, si baserebbe comunque su

un algoritmo che, in sostanza, ti darebbe ciò che chiedi. E

questo non mi attrae".

Refn ha concepito Her private hell come un caleidoscopio

cyberpunk: protagonista è Elle (Thatcher), attrice che in una

città futuristica giapponese incontra Hunter (Froseth),

l'influencer con cui deve girare un film sci-fi tratto da una

famosa serie tv. Regista è l'egocentrico e manipolatore Johnny

(Dougray Scott), padre di Elle. La ragazza ha con lui un

rapporto di odio e amore anche perché il genitore ha sposato

Dominique (Havana Rose Liu), la sua ex compagna, alla quale è

ancora legata da un rapporto di seduzione. Un mondo, quello

della storia, nel quale si muovono anche un cruento serial

killer in costume di pelle nera fetish, The leather man, e la

sua nemesi, il soldato Private K (Melton), pronto a tutto pur di

ritrovare sua figlia scomparsa.

Her private hell è il primo film girato da Refn dopo che tre

anni fa, per 25 minuti, è stato "clinicamente morto" durante

un'operazione a cuore aperto. Un intervento necessario perché "i

miei polmoni si stavano riempendo di sangue, una condizione

scoperta per caso", aveva raccontato a Cannes scoppiando a

piangere. A salvarlo è stato "un Tom Cruise della chirurgia, un

giovane genio, che con le sue capacità è riuscito a entrare nel

mio corpo, ad aprirmi il cuore e a ripararlo". Tuttavia per il

regista "il confronto con la morte è stato fondamentalmente

fortuna - aggiunge tornando sul tema -. C'è voluto un po' per

per capirlo, perché all'inizio la temi, sei arrabbiato, triste,

paranoico. Ma se riesci a trasformare tutte queste emozioni in

una forza, che è la creatività, mutando le tue debolezze in

punti di forza, allora diventa un'opportunità. Sono stato così

fortunato a morire e tornare, chi ha una seconda possibilità

alla mia età con il corpo ancora in ordine e la fiamma creativa

riaccesa come quella di un sedicenne? Ora sento di avere una

missione sacra, quella di creare ciò che sento".

Sicuramente non gli mancano i progetti. A febbraio inizierà

le riprese, di un reboot di Maniac Cop, il thriller horror degli

anni '80 diventato un cult del genere: "Sono 18 anni che penso a

realizzarlo, e ora con un nuovo 'sceriffo' negli Stati Uniti

penso sia una storia adatta ai tempi che viviamo". Poi "c'è

sempre l'idea di un ritorno sul set con l'amico e attore

feticcio, Ryan Gosling (protagonista per lui di Drive e Solo dio

perdona): "Io e lui siamo molto simili sotto molti aspetti. Ci

conosciamo benissimo, e ogni volta che ci vediamo diciamo di

voler fare un terzo film insieme. Abbiamo fatto un action movie,

un film installazione e ora ci piacerebbe tanto una commedia".

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