Il pm di Milano Francesca Crupi chiederà domani la convalida del fermo per Youssef Sehir, il trentenne ricercatore fermato ieri con le accuse di terrorismo, istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche perché ritenuto l'amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram Movimento 17 ottobre. Il gip, ricevuti gli atti dalla sezione antiterrorismo della Procura fisserà una data per la convalida del fermo.
E' indagata per istigazione a delinquere anche la moglie di Youssef Siher, il trentenne fermato nella notte dopo un lungo interrogatorio nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sulle manifestazioni organizzate dal Movimento 17 ottobre. La donna, 32 anni, di origini libanesi, è indagata in concorso con il marito. Secondo gli inquirenti, entrambi sarebbero amministratori delle pagine Instagram e Telegram del movimento che ha organizzato le proteste di piazza della scorsa settimana. Sarebbe stato proprio grazie al cellulare della donna che gli investigatori, sabato mattina, sono riusciti a rintracciare Siher, che aveva invece il telefono spento e non risultava localizzabile. La 32enne, mediatrice interculturale, è nata e cresciuta a Como, dove risulta residente. Sui social si definisce "libanese, palestinese e araba di appartenenza". La coppia si sarebbe sposata lo scorso settembre e vivrebbe in provincia di Milano, nonostante le residenze anagrafiche differenti: lui a Mazzano, nel Bresciano, lei a Como.
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