Le famiglie italiane hanno aumentato
la loro ricchezza negli ultimi 10 anni ma la crescita è stata la
più bassa dell'eurozona e si è fermata a un +22% contro una
media dell'area di +60% e una punta del +87% della Germania. Non
solo, le diseguaglianze, nello stesso periodo, sono salite
polarizzando la ricchezza verso l'alto. E' quanto si legge nella
ricerca dell'Osservatorio della Fondazione Fiba di First Cisl
sulla ricchezza delle famiglie.
Dal 2015 al 2025 il nostro paese, sottolinea il rapporto
"registra l'incremento minore nell'eurozona, maturato in larga
parte dal 2020. A incidere è il livello del tasso di risparmio,
nettamente inferiore alla media dell'area dell'euro". In
particolare, dal 2015 la crescita totale dell'Italia, pari a
2.107 miliardi, è stata determinata per il 45% circa (937
miliardi) da azioni non quotate e da altri titoli di capitale
(+102,7%) detenuti per la quasi totalità (98,3%) dallee famiglie
più abbienti. È stata anche una crescita a due velocità,
nettamente più marcata nel secondo quinquennio: dal 2020 al 2025
l'aumento della ricchezza è stato di 1.829,6 miliardi, contro i
soli 277,4 miliardi del periodo dal 2015 al 2020.
Oltretutto "il 5% delle famiglie detiene oltre il 50% della
ricchezza netta complessiva, mentre il 50% meno abbiente ne
possiede appena il 7,3%.
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