Svela il 'metodo Mattarella', quello di un presidente che affronta i momenti complessi "concentrandosi sulle soluzioni piuttosto che attardandosi sui problemi". E declina il servizio pubblico come l'impegno a "lasciare ai suoi successori un'amministrazione migliore di quella trovata", come nell'evangelica parabola dei talenti. Ugo Zampetti in una delle sue rare interviste racconta il suo ruolo di segretario generale della Presidenza della Repubblica, ma non può rendere pubblici i "molti" aneddoti di cui è stato testimone, richiamando "l'etimologia del termine segretario, colui che custodisce i segreti e ciò che non può essere divulgato".
Romano, classe 1949, Zampetti è il primo ospite dell'approfondimento di Sky Tg24 'Gli Invisibili - Il potere che non si vede', dedicato ai grand commis dello Stato. Nominato a fine 1999 segretario generale della Camera, dopo aver collaborato con i presidenti Luciano Violante, Pier Ferdinando Casini, Fausto Bertinotti, Gianfranco Fini e Laura Boldrini, approda nel 2015 con lo stesso incarico al Quirinale per guidarne la macchina amministrativa. Da undici anni è al fianco di Sergio Mattarella e, assicura, "il rapporto con la Presidenza del Consiglio, in tutti i governi che si sono succeduti, si è sempre svolto su un piano di corretta e fattiva collaborazione".
Per Zampetti è "impossibile" descrivere una giornata tipo del capo dello Stato, perché "ogni giorno ha la sua pena e fa storia a sé": i suoi impegni "sono numerosi, incalzanti, intensi e spesso anche non programmabili". Per sé, invece, rifiuta l'etichetta di "eminenza grigia", perché nel ruolo di segretario generale, come consigliere del Presidente, "tiene tutta una serie di raccordi con gli altri soggetti pubblici, con le realtà e gli organi dell'ordinamento", una tessitura di reti solo per "fornire al Capo dello Stato tutti gli elementi utili o necessari per lo svolgimento delle sue funzioni".
Un incarico che è "un lavoro e una missione", e include anche quello di "capo dell'amministrazione" del Quirinale, con "responsabilità gestionali e amministrative, che si svolgono però sempre - ci tiene a sottolineare Zampetti -, nell'ambito delle direttive degli indirizzi generali stabiliti dal Presidente". Oltre all'apertura al pubblico del Palazzo del Quirinale e della Tenuta di Castelporziano (circa 50-60mila visitatori all'anno), il segretario generale rivendica la "grande soddisfazione" del Colle per un'altra novità, "l'aver indetto il primo concorso per funzionari di ruolo nella storia del Segretariato generale". "Ne sono seguiti altri che hanno riguardato tutte le categorie di personale, quindi - sottolinea - si può dire che oggi il concorso è diventato la via normale di reclutamento del personale della Presidenza e ha rafforzato l'amministrazione permanente del Quirinale".
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