La divisione dei
compiti era netta e ben articolata, dall'approvvigionamento
delle piantine alla messa a disposizione del terreno e delle
utenze, fino alla cura della coltivazione: quattro persone sono
state arrestate dai Carabinieri del reparto territoriale di
Olbia, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori
Sardegna, delle stazioni delle compagnie di Nuoro, Bitti e Loiri
Porto San Paolo, perché gravemente indiziati di coltivazione
illecita di sostanze stupefacenti in concorso, con l'aggravante
dell'ingente quantità. I quattro, stando alla ricostruzione
delle forze dell'ordine che hanno indagato, avrebbero tentato di
creare una copertura apparentemente legale all'attività,
attraverso un contratto di subaffitto fittizio, per dissimulare
le effettive responsabilità.
L'operazione è scattata nei territori del comune di Loiri
Porto San Paolo, dove in una zona impervia e difficilmente
accessibile, è stata scoperta una coltivazione composta da 2.289
piante di cannabis, disposte su 69 filari, poi sequestrata. La
piantagione era dotata di un articolato impianto di irrigazione
a goccia, cisterne per l'accumulo dell'acqua, collegamenti
elettrici e una recinzione elettrificata. Al momento
dell'intervento dei Carabinieri il sistema irriguo era ancora in
funzione.
Gli accertamenti tossicologici effettuati dal Ris di Cagliari
hanno stimato una produzione potenzialmente ricavabile di oltre
133 chilogrammi di materiale vegetale ripulito, contenenti circa
6,82 chilogrammi di principio attivo THC. Una volta immesso nel
mercato, il prodotto avrebbe potuto raggiungere un valore di
mercato di circa 1,2 milioni di euro. Il gip del tribunale di
Tempio Pausania, su richiesta della Procura della Repubblica, ha
disposto la custodia cautelare in carcere per i quattro
indagati.
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