Un film "che sperimenta, racconta

una storia vera, non si prende troppo sul serio, scherza, e

cerca un po' di incarnare nel racconto, sia a livello

tecnologico che tematico, l'anima di Renzo Rosso, cioè del

disruptor, del pioniere, della persona che ha fatto una

comunicazione che in Italia non è stata fatta da nessuno". Lo

dice Francesco Carrozzini, parlando di Be brave, il documentario

presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia,

realizzato interamente utilizzando l'IA per raccontare ritratto

il fondatore di Diesel. "L'intelligenza artificiale è stata

applicata più o meno a tutto, anche all'archivio - aggiunge il

regista - anche alle interviste, è un repertorio che non

esiste". Sul tappeto rosso del film non fiction, una

produzione Our Films (società del gruppo Mediawan) e Our Ai sono

arrivati fra gli altri, Fiorello con la moglie Susanna Biondo,

Achille Lauro, Melissa Satta, Matthew Modine, Deborah

Compagnoni, Sangiovanni, Natasha Poly e il designer Glenn

Martens, Claudia Gerini, Eleonora Abbagnato. Al loro arrivo il

regista Francesco Carrozzini insieme a Renzo Rosso, il

produttore Lorenzo Mieli, Roberto Beragnoli (creative AI

director) e Marco Pianigiani (produttore creativo), indossavano

tutti maschere col volto del fondatore di Diesel. Negli ultimi

cinque anni "molte case produttrici mi hanno chiesto di fare un

film su di me, anche con registi famosi, però io non sono un

showman e quindi tutte queste proposte le ho rifiutate - spiega

Renzo Rosso -. Però quando è arrivato Lorenzo (Mieli, ndr) mi ha

raccontato cosa volesse fare con l'uso dell'IA, e mi sono detto

'wow, perché la tecnologia è da sempre una mia passione". Il

messaggio vero del film "è qualcosa di speciale, e va ai

giovani, perché io devo a loro la mia vita, i giovani sono

quelli che hanno costruito la vita con me. Io non sono nessuno -

conclude - ma loro mi hanno dato così tanta energia, così tante

idee".

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