Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato - ai sensi di quanto previsto dall'art. 87 comma 11 della Costituzione - tre decreti di grazia, in ordine ai quali il Ministro della Giustizia a conclusione della prescritta istruttoria ha formulato avviso favorevole. Tra i decreti anche quello che riguarda il gioielliere Guido Gianni: uccise due rapinatori dopo una rapina nel 2008, fu condannato a 13 anni.

ECCO LA NOTIZIA DELL'ANSA DEL 18 FEBBRAIO 2008

GIOIELLIERE REAGISCE A RAPINA,2 BANDITI MORTI E 1 FERITO/ANSA

SPARA SOTTO MINACCIA ARMA E DOPO AGGRESSIONE A MOGLIE

''Legittima difesa'': per questo il commerciante cinquantenne Gianni Guido avrebbe ucciso due banditi e ferito un terzo che avevano picchiato e minacciato con una pistola, poi rivelatasi giocattolo, lui e la moglie, Mariangela Di Stefano, 44 anni, in un tentativo di rapina alla loro gioielleria, la 'Pierre Bonnet' del centrale corso Italia a Nicolosi. Per i carabinieri che indagano, infatti, non ci sono dubbi: 'ci sarebbero tutti gli estremi della legittima difesa'' perche' chi ha ucciso ''lo avrebbe fatto in stato di necessita''', anche se, sottolineano gli investigatori, ''tutto dovra' passare al vaglio della magistratura''. Il tentativo di rapina che sconvolge la tranquillita' del paese etneo, a pochi chilometri dall'Etna ammantata di neve, avviene intorno alle 19. Un giovane, a viso scoperto, si fa aprire la porta della gioielleria dalla signora Di Stefano, ma all'improvviso con lui entrano anche altre due persone. I tre si travisano subito il viso con dei passamontagna. Uno impugna una pistola giocattolo, ma senza tappo rosso, una copia identica all'originale, con tanto di caricatore, la punta contro la donna e l'aggredisce invitandola ad aprire la cassaforte. Gianni Guido, che e' nel laboratorio della gioielleria, si accorge dell'accaduto: prende una pistola calibro 9 per 21, legalmente detenuta, e corre in difesa della moglie e per intimorire i banditi spara due colpi in aria. Ma i rapinatori per tutta risposta puntano la pistola prima alla gola della donna e poi dell'uomo, e li aggrediscono entrambi colpendoli con schiaffi e pugni. Ne nasce una colluttazione. Ed e' a quel punto che il commerciante spara contro di loro: un colpo centra al petto il bandito armato, altri, secondo i carabinieri di rimbalzo, colpiscono i due rapinatori, uno alla spalla, l'altro alla gamba. I primi due provano a scappare, a raggiungere la Nissan Micra con la quale erano arrivati a Nicolosi, di proprieta' di uno di loro, ma fanno pochi metri e crollano. Il primo muore subito, il secondo durante il trasporto nell'ospedale Cannizzaro. Le loro identita' non vengono rivelate per ''problemi investigativi''. Il terzo, Fabio Pappalardo, 30 anni, e' bloccato dai militari dell'Arma vicino alla guardia medica e portato nell'ospedale Garibaldi di Catania, ma non e' in pericolo di vita. In un ospedale catanese viene ricoverata anche Mariangela Di Stefano, perche' sotto choc ma anche per farsi medicare le ferite al volto. Il marito e' invece condotto nella stazione dei carabinieri per essere sentito dal sostituto procuratore Antonella Barrera che valutera' la sua posizione. Il sindaco di Nicolosi descrive la coppia di commercianti come ''persone per bene, e grandi lavoratori'' e lancia ''l'allarme sicurezza'' in paese chiedendo l'attivazione del sistema pubblico di video sorveglianza.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA