"L'Europa è la dimensione, lo spazio in cui pensarsi e agire. La consapevolezza di questa realtà è condizione per rinsaldare quel modello sociale europeo a cui nessuno intende rinunciare e per sostenere il quale occorrono scelte conseguenti da parte delle istituzioni. Vi auguro di affrontare le sfide che ci attendono con tutta la grande energia e l'alta fiducia di cui siete capaci". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'ottantesimo anniversario della Cida, (Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità).

"Il vostro essere parte del tessuto della Repubblica ha significato, per i dirigenti, pagare anche prezzi alti. E' avvenuto durante il terrorismo, quando le Brigate Rosse assunsero alcuni dirigenti come bersaglio per cercare di smantellare riferimenti del nostro modello di vita", ha proseguito il capo dello Stato. "L'Italia avrebbe presto sconfitto il terrorismo grazie ai propri valori civili e alla propria unità. Quell'unità di fondo che non si deve disperdere anche quando asprezze e contrapposizioni di merito conquistano il centro della scena".

"In questo anno si festeggiano, insieme, gli ottanta anni di vita della Repubblica. Vi si accompagnano gli ottanta anni dalla fondazione della vostra Confederazione, unione di alte professionalità ed è di grande significato questa coincidenza Siete nati sulle macerie della guerra, per un'Italia migliore. Il progresso della vita della nostra comunità si intreccia strettamente, in questi decenni, al ruolo svolto da coloro che hanno rivestito il compito di dirigenti, protagonisti del divenire di uno Stato moderno, coeso tra le componenti della società", ha aggiunto Mattarella.

"Persone in grado di fare uscire il Paese da falsi miti propagandistici per governare processi complessi, come quelli dell'ingresso dell'Italia sulla scena internazionale, sui mercati globali - ha rimarcato -. Eravamo, infatti, di fronte a un cambiamento d'epoca alla quale la Repubblica, con la scelta europeista, avrebbe dato un contributo determinante Il titolo che avete scelto per questa assemblea attesta il desiderio di proseguire, andando al di là delle stesse specifiche professionalità, per contribuire, con i valori e le competenze che vi appartengono, ad affrontare le sfide del nuovo cambiamento d'epoca in corso. Sollecita, in questo percorso, la riaffermazione dell'autonomia propria del dirigente unitamente al ruolo sociale sviluppato per affermare obiettivi di progresso per l'intera comunità, in obbedienza all'etica che guida ciascuno nell'esercizio della propria professione e, per quanto riguarda i funzionari pubblici, il dovere di esercitare la propria attività a servizio esclusivo della nazione. Il contributo offerto dai dirigenti ai vari livelli per l'attuazione del PNRR, per non smarrirne il rilievo e l'importanza per la ripresa del nostro Paese dopo la pandemia, merita di essere ricordato. Se, nei decenni passati, sono ascrivibili al vostro primo presidente, Togni - membro della Costituente, poi parlamentare e ministro - iniziative legislative sul terreno della libertà economica e della tutela dei consumatori, come quelle per introdurre norme antitrust in una società economica italiana in cui numerosi erano i monopoli, va menzionata la vostra battaglia di questi anni per l'equità fiscale, richiamata dal presidente Cuzzilla", ha aggiunto.

"Oggi un mondo nuovo si sta plasmando tra rapidissime trasformazioni - ha concluso il presidente della Repubblica - Dobbiamo tenerne il passo. Non sarà facile sfruttare l'onda prorompente delle nuove tecnologie digitali, dell'intelligenza artificiale, della robotica ponendole a servizio non soltanto di maggiori profitti e di migliore efficienza ma anche di una crescita qualitativa e di una organizzazione produttiva e sociale che valorizzi la persona, che tuteli sempre la sua dignità, che rafforzi la coesione sociale. E' compito che coinvolge il vostro impegno quotidiano".

"Le funzioni dirigenti private e pubbliche, dei servizi essenziali, dei settori emergenti sono una nervatura essenziale di una società che voglia restare protagonista del proprio futuro. Si tratta dell'alleanza del lavoro, premessa, nella nostra Costituzione, del carattere universale di diritti della persona, e nel contempo dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale, paradigma del nostro modello di vita. Un'alleanza che deve saper guardare al futuro e quindi ai giovani", ha aggiunto.

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