Due artiste lontane per

formazione, storia e geografia, che non si sono mai incontrate

e, per quanto documentato, non hanno mai conosciuto il lavoro

l'una dell'altra. Eppure, osservando le loro opere, emergono

consonanze sorprendenti. È da questa affinità inattesa che nasce

la mostra 'In-Rhythm, Bice Lazzari e Nasreen Mohamedi', in

programma dal 9 settembre al Kiran Nadar Museum of Art di New

Delhi, realizzata in collaborazione con il Centro Culturale

dell'Ambasciata d'Italia e l'archivio Bice Lazzari di Roma.

L'esposizione, curata da Andrea Anastasio, direttore

dell'Istituto Italiano di Cultura di New Delhi, e Roobina

Karode, direttrice artistica e curatrice capo del Museo con

l'assistenza della curatrice Neha 'Zooni' Tickoo, costruisce un

dialogo ideale tra le due artiste, mettendo in luce una sintonia

artistica maturata a distanza. Tra gli anni Sessanta, Settanta e

i primi anni Ottanta, Bice Lazzari e Nasreen Mohamedi hanno

sviluppato linguaggi nei quali il tratto, la ripetizione, la

geometria e la misura assumono un ruolo centrale. In entrambe il

limite e la disciplina non diventano elementi di costrizione, ma

strumenti capaci di generare libertà espressiva, chiarezza,

ritmo ed emozione. Anche le forme essenziali e ridotte

all'indispensabile diventano un modo per interrogare il mondo e

affermare la propria autonomia. Significativo è il percorso di

Bice Lazzari, progressivamente approdata dalla ricchezza

materica delle opere iniziali a una ricerca sempre più

concentrata su linee, griglie e sottili campiture cromatiche. La

griglia, presente anche nella ricerca di Mohamedi, perde così

ogni rigidità matematica: minime variazioni nel segno, nelle

distanze e nel ritmo trasformano la ripetizione in una sorta di

linguaggio lirico. 'In-Rhythm' conduce infine le opere delle due

artiste verso un confronto visivo diretto, ricongiungendo

idealmente due percorsi indipendenti e arrivati a un

riconoscimento internazionale dopo la loro scomparsa. Il filo

conduttore dell'intera esposizione può essere racchiuso nella

domanda posta dagli stessi curatori: quanta emozione può

contenere una singola linea? Per l'Archivio Bice Lazzari la

mostra rappresenta anche un passaggio importante: è infatti la

prima presentazione dell'opera dell'artista italiana in India e

in Asia, dopo la grande retrospettiva alla Galleria Nazionale

d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Un'occasione che,

sottolinea Maria Isabella Barone, direttrice dell'archivio, apre

un nuovo importante capitolo nel riconoscimento internazionale

dell'artista e nel confronto fra la cultura artistica italiana e

quella indiana.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA