(di Francesca Pierleoni)

Una vicenda reale che mescola dramma,

arte, vita, morte, coraggio, paura, dolore, amicizia, speranza,

gioia, consapevolezza, passione. E' quella legata agli ultimi

mesi di vita di Ian Charleson, l'attore scozzese diventato

celebre con il cult Momenti di Gloria, che nel 1989, quando era

già gravemente malato di Aids, sostituì Daniel Day-Lewis nella

parte di Amleto al National Theatre di Londra, regalando una

straordinaria performance. Morì due mesi dopo, a soli 40 anni.

Il produttore italiano Andrea Occhipinti, che ha conosciuto e

lavorato con Charleson, sognava di portare sul grande schermo

questa storia da oltre 20 anni. Il desiderio si è realizzato

con Elsinore di Simon Stone, con lo straordinario Andrew Scott

già dato fra i maggiori contendenti all'Oscar come miglior

attore protagonista. Il film, dopo aver trionfato a Toronto,

dove ha vinto L'International People's Choice Award e al London

Film Festival, è alla Festa del cinema di Roma e sarà in sala

dal 28 gennaio con Lucky Red.

A fianco di Scott, c'è Olivia Colman, nei panni di un altro

personaggio iconico, la dottoressa Margaret Johnson, diventata

una figura di riferimento nel trattamento dell'Aids in Gran

Bretagna: è stata lei ad aiutare Charleson, uomo e attore tanto

sensibile quanto ironico, a poter interpretare quello che per

lui era il 'ruolo della vita'.

Nel cast, fra gli altri, anche Billie Piper, Johnny Flynn, Luke

Thompson, David Dawson, Monica Dolan, Matthew Beard, Joe Locke,

Juliet Stevenson e Peter Mullan. Occhipinti che aveva recitato

con Charleson nella miniserie Il sole sorge ancora (1984) era

venuto a sapere di questa storia a inizio anni '2000: "Ho

sentito subito che sarebbe potuta diventare un film potente. E'

una vicenda che mi aveva molto colpito, mi era rimasta dentro -

spiega il produttore che ha realizzato Elsinore insieme a

Gabrielle Tana, Pete Shilaimon, Mickey Liddell, Stefano Massenzi

e Carolyn Marks Blackwood -. Si parla di uomo e un artista

straordinario, che nel momento in cui può realizzare un sogno ha

la salute che gli viene mancare e sente che sta per morire. Però

accetta lo stesso una sfida incredibile, vuole lasciare un

segno. Mi ricordo bene quegli anni, ho avuto molte persone care

che sono morte di Aids, tra le quali anche il cofondatore della

Lucky Red, Kermit Smith che è scomparso nel 2001. Volevo

ricordare quel periodo che molti ragazzi oggi non conoscono". Un

altro elemento di vicinanza "era il fatto che Ian Charleson, pur

essendo gay non fosse out; anch'io sono stato attore e ho fatto

out solo nel 2008, perché sapevo che avrebbe potuto

danneggiarmi… sono tutti temi che mi hanno personalmente

toccato". Ora il film sta vivendo un trionfo di critica

mondiale: "Sono stato molto fortunato per le persone che ho

incontrato nel realizzarlo, dallo sceneggiatore Stephen

Beresford, che ha scritto la storia in maniera magnifica a Simon

Stone e Andrew Scott". E' stato un percorso "a volte anche

complicato. Abbiamo dovuto tagliare il budget, fino a poche

settimane prima delle riprese non avevamo i finanziamenti che

poi sono arrivati. C'è qualcosa di magico nell'essere riusciti a

farlo". Le difficoltà sono confermate da Simon Stone: "E' stato

molto difficile ottenere i finanziamenti, perché il protagonista

della storia è gay e si parla di morte. Erano in pochi a credere

che potesse attirare pubblico ma per me non è mai stata una

preoccupazione, ho avuto molta più fiducia sull'umanità rispetto

ai 'contasoldi'". E' vero che "nel cinema molte persone vogliono

vedere se stessi, e per un lungo periodo se volevi recitare nei

film, essere gay era considerato un ostacolo, ma il mondo è

cambiato". Oggi "molti uomini etero possono avere una 'cotta'

per uomini gay e le donne non sono infatuate meno di Brad Pitt

solo per la possibilità che possa essere gay o no" scherza il

regista. Per il film "le proiezioni sono sold out appena vengono

annunciate, anche perché tutti amano Andrew Scott e sono

piaciuti i trailer, da cui emerge quanto il film sia onesto e

come nella storia ci sia anche molta gioia".

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