Dalle analisi tossicologiche "emerge un consumo di cocaina protratto per molto tempo in prossimità", cioè droga assunta più volte, nelle ore precedenti alla morte. E "un valore di metabolita, per la scienza, mediamente superiore a quello letale". Lo dice all'ANSA l'avvocato Gabriele Bordoni, difensore dei due poliziotti iscritti nel fascicolo della Procura di Bologna sulla morte di Abderrahim Fakir, dopo essersi confrontato con il proprio consulente di parte, il medico legale Matteo Tudini.
I dati tossicologici sulla cocaina trovata con le analisi su Abderrahim Fakir "sono rilevanti, come ci aspettavamo". Ma il tasso "corrisponde alla metà della quantità che, per letteratura, può essere causa di morte autonoma". Lo spiega all'ANSA l'avvocato Fabio Anselmo, che assiste la famiglia del marocchino 42enne morto il 19 luglio a Bologna, mentre veniva immobilizzato da due poliziotti. "E' indubitabile che senza la componente asfittica non sarebbe morto in quelle circostanze di tempo e di luogo", aggiunge.
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