(di Giulia Bertollini)

Il cinema in Italia conferma la sua

profonda trasformazione e ritrova il grande pubblico grazie a

una perfetta convergenza tra l'esperienza in sala e la fruizione

streaming. È il quadro delineato dalla nuova edizione di Sala e

salotto, la ricerca realizzata da Ergo Research per Anica e

presentata oggi, a Palazzo Barberini a Roma, durante l'incontro

"Il consumo dei film in Italia. Il pubblico tra esperienza in

sala e altri schermi", nell'ambito della XII edizione del Mia -

Mercato Internazionale dell'Audiovisivo.

L'indagine evidenzia come la passione per le opere

cinematografiche si esprima attraverso canali complementari:

ogni italiano vede in media 91 film all'anno (uno ogni 4

giorni), con la fruizione free al 62% e i servizi pay al 22%,

mentre la sala, pur pesando per meno del 2% sugli atti di

visione totali, si conferma un volano per valorizzare le

successive finestre digitali. Nel primo semestre del 2026 gli

ingressi nelle sale hanno raggiunto quota 40,6 milioni (+19% sul

2025), riportando il bacino di spettatori sui 18 mesi (29,6

milioni di individui) ai livelli pre-pandemia. A trainare il

mercato è soprattutto il pubblico giovane (il 56% degli ingressi

è generato dagli under 35, con un'età media della platea di 36

anni), mentre gli over 50 sono i maggiori fruitori dei servizi a

pagamento. Dallo studio emerge inoltre che la vita del film si

allunga straordinariamente sul piccolo schermo: per ogni

biglietto staccato al cinema si registrano 8 visioni sui servizi

pay, dato che schizza a 19 visioni nel caso specifico del cinema

italiano.

Nel mese di monitoraggio della ricerca, la Top 10 dei film

italiani più visti sulle piattaforme pay vede al vertice i

grandi campioni del botteghino, guidati da "Buen Camino" con

Checco Zalone (9,6 milioni di spettatori in sala), seguito da

"Diamanti" di Ferzan Özpetek (3 milioni al cinema), "Le cose non

dette" di Gabriele Muccino, fino ai continui rilanci di long

runner come "C'è ancora domani" di Paola Cortellesi.

Un quadro accolto con estremo favore dalle istituzioni e dai

vertici industriali presenti al dibattito guidato dal presidente

Anica, Alessandro Usai. "Al 21 ottobre registriamo un dato

straordinario rispetto allo scorso anno: un +35% di presenze

nelle sale cinematografiche e incassi in crescita del 45%", ha

dichiarato la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni,

sottolineando il pieno superamento della contrapposizione tra

grande schermo e streaming. "Durante la pandemia sembrava che la

sala dovesse scomparire, un po' come quando l'avvento della tv

fece temere la fine del teatro. Oggi invece diamo per scontato

ciò che solo due anni fa pareva impossibile: la sala c'è, la tv

c'è, e la fruizione si articola in tutte le sue fasi all'interno

di un unico ecosistema. Non dobbiamo fermarci al solo dato della

sala: un film ha una vita molto più lunga che prosegue negli

anni attraverso tutti gli altri sfruttamenti pay e gratuiti".

Sulla stessa linea Tinny Andreatta, vicepresidente per i

contenuti italiani di Netflix: "Il successo del box office è

direttamente legato al successo di un film in prima finestra su

Netflix: l'abbiamo visto con 'Buen Camino', rimasto per 14

settimane nella top 10 dei film italiani più visti. Il 70% degli

atti di visione pay viene da persone che vanno al cinema; non

c'è contrapposizione, ma la possibilità di recuperare pubblico e

allargare la varietà di visioni".

Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, ha

ribadito il passaggio "da un rapporto conflittuale tra sala e

piattaforme a una vera convergenza: la sala rimane la nostra

stella polare, ma la prima finestra pay affianca il cinema

garantendo la sostenibilità e la chiusura del cerchio

finanziario della produzione".

Come sintetizzato dal presidente Anica Alessandro Usai,

"limitare il giudizio sul successo delle opere cinematografiche

al solo dato di box office è ormai fuorviante: i titoli che

performano meglio al botteghino catalizzano l'attenzione del

pubblico anche oltre la sala, dimostrando che studiare le

modalità di consumo è la chiave per permettere ad autori e

produttori di intercettare al meglio gli spettatori del futuro".

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