Non era la prima volta che l'indagato tentava di recapitare paste e dolciumi al cugino disabile, sottraendoli ai controlli interni della struttura residenziale dove la vittima era accolta. Lo avrebbe ucciso così, portandogli un bombolone alla crema sapendo che la vittima- affetta da una severa forma di disfagia - poteva ingerire solo alimenti liquidi. Il movente? Per l’accusa, l’eredità.

Lo hanno accertato i carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Reggio Emilia, coordinati dalla Procura guidata dal procuratore Calogero Gaetano Paci, nell'indagine su un 76enne accusato di aver ucciso un parente facendogli mangiare il dolce che poi lo ha soffocato.

Sono contestate le aggravanti della premeditazione, dell'abuso dei doveri e dei poteri inerenti alla funzione di tutore legale, dell'aver commesso il fatto in danno di una persona con disabilità certificata ricoverata in una struttura assistenziale, e della minorata difesa.

Il 76enne si trova ora agli arresti domiciliari, con divieto di comunicare con persone diverse dai conviventi e dai difensori. La misura è stata disposta dal Gip Andrea Rat, su richiesta della Procura, che ha condiviso gli esiti dell'indagine che si è avvalsa di rilievi, acquisizione di documentazione clinica, testimonianze e attività tecniche.

La vittima, 74enne non autosufficiente e affetto da una progressiva disfagia, era sottoposta ad un piano assistenziale che prescriveva dieta frullata, fluida o semisolida, qualificata dal personale medico come presidio salvavita a seguito di ripetuti e critici episodi di soffocamento verificatisi nei mesi precedenti.

L'indagato, nominato tutore legale dal 2009 e pienamente a conoscenza delle sue patologie, la mattina del 27 giugno si è presentato nella struttura introducendo di nascosto i dolci, in particolare bomboloni. Dopo averli lasciati nella disponibilità del cugino, si è allontanato verso la guardiola per mostrare alle operatrici socio-sanitarie la confezione di un rasoio elettrico destinato al parente. Così facendo avrebbe distolto la vigilanza del personale sanitario e interrotto qualsiasi sorveglianza nel momento in cui il 74enne disponeva del cibo vietato.

Ingerito il bombolone, l'uomo ha iniziato ad avere gravi problemi respiratori, ma il parente non avrebbe dato subito l'allarme: prima avrebbe acquistato una bevanda gassata al distributore, tentando vanamente di fargliela bere per far scendere il boccone. E solo in seguito ha richiamato l'attenzione delle infermiere con fare calmo, limitandosi a dire che a suo avviso il parente non stava bene e omettendo di riferire che aveva poco prima consumato dolci solidi. La circostanza è stata comunicata soltanto dopo che l'infermiera ha riscontrato evidenti residui e briciole sugli indumenti.

Nonostante le tempestive manovre di disostruzione eseguite sul posto e l'intervento d'urgenza dell'automedica del 118, per l'uomo non c'è stato nulla da fare ed è deceduto per arresto cardiocircolatorio provocato dalla totale occlusione delle vie aeree.

È emerso poi il movente: la vittima disponeva di un patrimonio mobiliare superiore a 300.000 euro e l'indagato era tra i coeredi legittimi. Le successive attività tecniche hanno infine documentato i tentativi del 76enne di controllare le dichiarazioni rese dai familiari agli inquirenti e di concordare versioni di comodo.