Le immagini delle code lungo i
sentieri della Val di Funes, con centinaia di visitatori in fila
per catturare lo scatto perfetto al tramonto, sono solo il
sintomo più evidente di un fenomeno ormai esteso a tutto l'Alto
Adige. L'overtourism autunnale sta infatti ridefinendo la
geografia dei flussi sul territorio: passeggiando sotto i
portici di Bolzano, accanto alle tradizionali comitive di lingua
tedesca, si nota una presenza sempre più massiccia di giovani e
coppie provenienti dal Sud-Est asiatico, in particolare dalla
Corea del Sud.
A spiegare l'origine di questa forte pressione turistica è
Kim HyunJin, esperto di turismo e da anni residente in Europa:
"Sature le mete classiche come Roma, Milano, Napoli o Venezia,
il pubblico sudcoreano è oggi alla ricerca di 'gemme nascoste'.
A fare da volano sono i media asiatici: la trasmissione continua
di programmi televisivi e format web dedicati alle Dolomiti ha
trasformato il territorio altoatesino in una meta di culto",
spiega l'esperto.
A ciò si aggiunge una dinamica competitiva alimentata dai
social media: la corsa a esplorare per primi destinazioni ancora
poco note per mostrare contenuti esclusivi. Un meccanismo che
sta trasferendo il carico turistico anche al di fuori dei
circuiti tradizionali, portando presenze costanti e criticità
d'affollamento nei piccoli borghi di montagna e lungo i sentieri
finora meno battuti.
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