(dell'inviata Mauretta Capuano)

LOUISA YOUNG, LE ORE D'ORO (FAZI,

PP 426, EURO 20)

Fonte di ispirazione fin da quand'era bambina, Elizabeth Jane

Howard, l'autrice della saga bestseller dei Cazalet, è sempre

stata un importante punto di riferimento per la nipote Louisa

Young che ha deciso di far continuare la storia della famiglia

alto borghese inglese raccontata dalla zia dagli anni Trenta a

fine anni Cinquanta. "Ho amato da subito i Cazalet come tutti i

romanzi di Jane, anche se all'epoca avevo 11-12 anni per capirli

bene", racconta all'ANSA Louisa Young che è figlia del fratello

del primo marito di Elizabeth Jane Howard. Il personaggio di

Hugo, nella saga dei Cazalet, è ispirato a suo padre.

Cresciuta con la famiglia, i fratelli e i cugini nella casa

in cui J.M. Barrie ha scritto Peter Pan, Young, ex giornalista e

cantautrice oltre che scrittrice, è autrice di 15 libri, tra cui

la trilogia 'My dear I wanted to tell you' di cui Elizabeth Jane

Howard ha elogiato il primo volume. Prendere il testimone della

zia è stato per lei "abbastanza naturale" e al

Festivelatteratura di Mantova si festeggia il ritorno dei

Cazalet con il primo volume, 'Le ore d'oro' (Fazi) della nuova

trilogia firmata da Louisa Young che parte dagli anni Sessanta e

arriverà fino al 1974, appena uscito e già in classifica.

"L'idea di continuare la saga è nata da una battuta con il

mio editore. Poi ho parlato con mia cugina, Nicola, l'unica

figlia di Jane, per i diritti. Il progetto è stato portato anche

all'editore e all'editor originario che lo hanno accolto e

deciso di ripubblicare anche tutti i libri della storia dei

Cazalet, compresi gli audiolibri".

Che rapporto aveva con sua zia? "Per tutti noi era Jane,

nessuno la chiamava Elizabeth Jane Howard in famiglia, quello

era il nome con cui firmava i suoi libri. Ero molto affezionata

a lei, le volevo molto bene. Da bambina passavo i weekend nella

sua tenuta. La vedevo arrivare bellissima, glamour, che fumava.

Era molto brava, diretta con i bambini. Un rapporto che da

adulta si è rafforzato, passavo interi fine settimana con lei e

il fatto che fosse una scrittrice così brava è stato di

ispirazione ed esempio. Quando sono diventata anch'io una

scrittrice, mia zia è stata di grande aiuto e supporto,

soprattutto quando stavo scrivendo la biografia di mia nonna che

era Kathleen Scott, il cui primo marito era il capitano Robert

Scott, l'esploratore dell'Antartide. Andavo a trovare Jane ed

entrambe scrivevamo. Io stavo facendo una biografia molto

documentata di cose accadute vent'anni prima, mia zia ne

scriveva una versione rivisitata, da romanzo. Guardavamo la

stessa donna da due punti di vista diversi, Jane era più

critica, mentre io avevo i racconti di mio padre e amavo

tantissimo questa figura. Si ritrova quella dualità che c'è nei

Cazalet dove non c'è mai un personaggio polarizzato, o buono o

cattivo, c'è una complessità".

I personaggi sono 55 e non è stato facile riprendere i fili

di tutti. Lo stile è simile, ma più moderno, con frasi più

brevi. "Non ho imitato la scrittura di Jane, non ne ho fatto una

copia, abbiamo naturalmente uno stile simile e mi sono resa

conto della sua influenza proprio scrivendo 'Le ore d'oro"

spiega Louisa Young a Mantova con il suo compagno Michel Faber,

l'autore de 'Il petalo cremisi e il bianco', che tiene in

braccio una bambola con i capelli biondi.

Avevamo lasciato i Cazalet nel 1956 con il quinto volume

uscito poco prima della morte di Howard, avvenuta a 90 anni nel

2014, che ha avuto un grande successo postumo. Adesso siamo nel

1962. "Le donne sono più indipendenti, lavorano, prima non era

concepibile. Polly, Louise e Clary hanno quasi 40 anni e

occupano il centro della scena. Ci sono nuovi personaggi di 17 e

18 anni. La nuova generazione fa i conti con il cambiamento. Una

dinamica interessante è quella tra madri e figlie che vengono

osservate con un misto di gelosia per la loro libertà, ma alle

quali viene dato anche supporto. Non mancano però le

preoccupazioni per la vita delle ragazze. È il momento delle

minigonne e c'è una battuta in cui la madre dice alla figlia:

'hai dimenticato di mettere la gonna'. Gli uomini sono un po'

scioccati, alcuni non si sono accorti che le cose stavano

cambiando" racconta Young.

"Jane ha raccontato quello che accadeva nelle case inglesi ed

erano le donne che si prendevano cura di tutto. Quando era in

vita era considerata una scrittrice di serie B, poi ha

trionfato. Tornare ai Cazalet per me è anche un modo per dire e

ribadire che tutte noi scrittrici facciamo sul serio" sottolinea

Young che è sempre stata femminista.

Il secondo volume della trilogia è quasi finito e non è detto

che possa anche proseguire oltre il terzo volume.

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