E' iniziato lunedì con l'occupazione di due istituti a Torino - il liceo Regina Margherita e l'istituto tecnico Giulio - ed è proseguito martedì con l'occupazione di un altro istituto superiore del capoluogo sabaudo, il Lagrange, e del liceo Cavour a Roma, quello che molto probabilmente è l'inizio della mobilitazione anche nelle scuole italiane, sulla scia di quanto sta sta accadendo in Francia. Segnali che la protesta potrebbe allargarsi molto presto ad altre scuole d'Italia.

"Un escalation repressiva dai tratti illegali, pretestuosi e violenti ha colpito giovanissimi e giovanissime dopo un'azione politica a scuola - raccontano dal collettivo Osa, che ha organizzato la protesta al Cavour - hanno ricevuto note, minacce di vario tipo, sanzioni, fino all'entrata della polizia a scuola".

Al liceo scientifico romano Avogadro, l'ingresso questa mattina è stato transennato; riunioni e picchetti anche in altri istituti, come il liceo scientifico Newton, mentre uno striscione contro il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara è stato esposto davanti al liceo Galilei. Nelle prossime ore, poi, davanti al liceo francese Chateaubriand di Roma, gli allievi si riuniranno per esprimere le proprie preoccupazioni e rivendicazioni. E un centinaio di studenti universitari e liceali a Bologna si sono dati appuntamento per sfilare in corteo lungo le le vie del quartiere universitario. Tutte iniziative, che aumentaranno nei prossimi giorni, che precedono due appuntamenti già segnati in rosso dagli studenti: il 17 ottobre, per la "Via Maestra", l'iniziativa della Cgil a difesa della scuola pubblica e della Costituzione, e per la giornata di 'sciopero studentesco internazionale' del 20 novembre, quando i ragazzi scenderanno nelle piazze per chiedere investimenti sul diritto allo studio e contro la corsa al riarmo.

Intanto gruppi di studenti italiani aderenti alla Rete degli studenti, al collettivo Osa e all'Unione degli universitari sono volati a Parigi per esprimere solidarietà agli studenti francesi. "In queste ore abbiamo parlato con tantissimi studenti francesi - racconta Pietro Clementelli, 23 anni, arrivato da Roma - il loro sistema di selezione per l'accesso all'università sta esplodendo. La cosa bella, oggi, alla manifestazione, è stata la presenza di massa, oceanica, di studenti organizzati in corteo con l' appoggio dei sindacati. Sono determinati, non si fanno intimidire, mentre il governo non sta rispondendo alle loro richieste: si prospetta una lunga mobilitazione".

Per i ragazzi italiani alcune ragioni della protesta francese sono simili alle rivendicazioni italiane: sottofinanziamento cronico dell'istruzione, strutture fatiscenti e un carovita insostenibile. "Quello che accade in Francia dimostra che quando gli studenti si organizzano con determinazione i risultati arrivano" esulta Simone Montori, coordinatore Regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio. Ma per i presidi di Anp Roma guidati da Mario Rusconi "le occupazioni provocano solo danni, non hanno mai ottenuto risultati. In due anni le devastazioni a Roma sono costate oltre 2milioni e 500 mila euro che paghiamo noi cittadini con le tasse".

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