Quattordici giovani di Acireale
(Catania), tra i 20 e 25 anni, due minori, e un pregiudicato
sempre acese sono indagati per lesioni pluriaggravate con
l'aggravante dell'aver agito con finalità di discriminazione e
odio razziale e porto illegale di oggetti atti ad offendere in
concorso. La polizia, su disposizione della Procura distrettuale
di Catania, ha eseguito un'ordinanza del gip di Catania di
misura cautelare dell'obbligo di firma nei confronti dei 14
giovani e di divieto di dimora nei confronti dell'uomo. Secondo
la ricostruzione della Procura, il 19 giugno 2025, in piazza
Duomo ad Acireale, era stato organizzato un "raid punitivo", al
quale avrebbero partecipato almeno quaranta giovani armati di
mazze e tubi, contro due giovanissimi egiziani: una delle due
vittime avrebbe frequentato l'ex fidanzata di uno degli
aggressori. Grazie alla visione di diversi filmati dei sistemi
di videosorveglianza pubblici e privati e ai video caricati sui
social, gli investigatori hanno individuato 17 persone (tra cui
i due minori, nei cui confronti il procedimento giudiziario è
separato) e verificato che l'aggressione era avvenuta
utilizzando mazze, tubi in metallo, chiavi inglesi da parte dei
giovani molti dei quali con il volto travisato.
"Gli aggressori - ha spiegato il procuratore Francesco Curcio -
avrebbero dato luogo ad una vera e propria caccia all'uomo, non
sfociata in conseguenze irrimediabili solo grazie alla prontezza
di spirito delle vittime e alla tempestività dell'intervento
della volante del Commissariato". Il procuratore ha evidenziato
come quell'aggressione aveva fornito "un'immagine di violenza
tribale indicativa di una totale assenza di controspinte
inibitorie, talora aggravata dall'odio razziale, aggredendo con
l'uso di armi due soggetti indifesi ed esprimendo soddisfazione
per la risonanza mediatica avuta dall'episodio attraverso i
social network".
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