Meno numerosi di quanto

pronosticato dagli organizzatori, ma in linea con la protesta

precedente: per il secondo giorno consecutivo del "No Meloni

Day" sono stati oltre 600 gli studenti che si sono dati

appuntamento in piazza Garibaldi a Cagliari, da dove è partito

il corteo diretto al palazzo del Consiglio regionale, in via

Roma.

Con loro anche gli studenti universitari dell'ateneo

cagliaritano, che ieri hanno piantato le tende davanti al

Magistero per protestare contro il caro vita e il caro affitti.

Fischietti, trombette, cartelloni, striscioni, tanta musica e

un ragazzo travestito da squalo hanno animato le vie del centro.

In testa al corteo lo striscione "Soldi alla scuola non alla

guerra", accompagnato dalla bandiera dei Quattro Mori e dal

Tricolore. Rispetto a ieri, hanno sventolato anche le bandiere

di alcuni movimenti indipendentisti e pacifisti e delle

associazioni universitarie. Inoltre sono state messe

sull'asfalto alcune foto raffiguranti i volti di Schlein,

Valditara, Nordio Meloni e Tajani e il simbolo del marchio

Leonardo con sopra delle impronte di mani rosse. "per

simboleggiare - è stato spiegato - il sangue", Durante il

tragitto accesi anche alcuni fumogeni rossi.

Sulla scia di quanto accade nelle altre città italiane ed

europee, i giovani chiedono al Governo di finanziare la scuola e

non i conflitti: edifici sicuri e accoglienti al posto di

strutture fatiscenti e una scuola e un'università che funzionino

e siano accessibili a tutti.

"Siamo in piazza per le condizioni strutturali in cui versa

la nostra università, ma anche per il sotto finanziamento della

ricerca, dei dottorati e dei docenti. Chiediamo inoltre che le

nostre istituzioni scendano in piazza al fianco dei sardi:

abbiamo bisogno di un'università e di una scuola che ci facciano

conoscere chi siamo come sardi e quali sono le nostre

potenzialità come terra, perché ad oggi ci sono stati tolti il

passato e anche il futuro", afferma Francesco Ledda, studente di

Storia all'Università di Cagliari.

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