(di Gina Di Meo)

Barbara Barrie è morta all'età di

95 anni nella sua casa di Manhattan. L'attrice, celebrata per la

sua versatilità nel muoversi con disinvoltura tra cinema, teatro

e televisione, ha scelto il suicidio medicalmente assistito dopo

una diagnosi di cancro in fase terminale, come riferisce il New

York Times. Era, tra l'altro, sostenitrice della legge dello

Stato di New York sul fine vita; nel 1994 le era stato anche

diagnosticato un tumore al retto.

Barrie aveva precedenti in famiglia per la malattia, ma non

lo sapeva. "I miei cugini mi telefonarono e mi dissero: 'Non

sapevi che questa è una malattia che si tramanda nella nostra

famiglia da tre generazioni?' No, non sapevo che fosse presente

nella nostra famiglia perché a quei tempi non si pronunciava la

parola retto, o cancro", raccontò al South Florida Sun Sentinel

nel 1997.

Nata come Barbara Berman a Chicago nel 1931, si era formata

nel giornalismo ma presto si era interessata alla recitazione,

"Dopotutto, sono entrambi ambiti creativi", disse. Iniziò a

lavorare in teatro e il salto in tv e al cinema fu per lei del

tutto inaspettato. "Pesavo 62 chili, avevo i denti storti e un

naso lungo - sottolineò - quando pensavo alla recitazione,

pensavo al teatro, nient'altro".

Dopo il debutto al cinema nel 1956, raggiunse il successo

sul piccolo schermo. Tra gli anni '50 e '60 ebbe ruoli in 'I

difensori (The Defenders)', 'Route 66', 'La città in controluce

(Naked City)', 'Dottor Kildare', 'Ai confini della realtà (The

Twilight Zone)', 'L'ora di Hitchcock (The Alfred Hitchcock

Hour)' e 'Il fuggiasco (The Fugitive)'. Nel 1964 sposò l'attore,

regista e produttore Jay Harnick: dal matrimonio nacquero due

figli, Jane e Aaron. Nello stesso anno Barrie ebbe anche il suo

primo grande ruolo cinematografico con il film 'One Potato, Two

Potato', storia di una relazione interrazziale tra l'attrice,

una donna divorziata, e un uomo conosciuto sul lavoro,

interpretato da Bernie Hamilton, nero. Il ruolo le valse il

premio come miglior attrice al Festival di Cannes. Nel 1970 fu

invece a Broadway in 'Company' nel ruolo di Sarah ed ebbe anche

una nomination ai Tony Award.

Il suo ruolo cinematografico più importante arrivò nel 1979

con 'Allontanarsi d'inizio (Breaking Away)', un film drammatico

che racconta la storia di quattro ragazzi appena diplomati alle

scuole superiori che si chiedono cosa fare del proprio futuro.

Barrie vestiva i panni di Evelyn Stohler, la madre comprensiva e

ironica del giovane protagonista. La sua interpretazione le

valse una nomination all'Oscar come miglior attrice non

protagonista (e una nomination agli Emmy quando riprese lo

stesso ruolo nell'adattamento televisivo).

Dopo la diagnosi di tumore, Barrie diventò una sostenitrice

appassionata della sensibilizzazione sul cancro del retto e del

colon e scrisse due libri sulla sua malattia, 'Second Act' del

1997 e 'Don't Die of Embarrassment' del 1999. "Penso che se

riesco a far girare la voce su questa cosa, questa sarà la mia

eredità", spiegò in un'intervista.

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