(di Francesco Gallo)
'The Basics of Philosophy' di Paul
Schrader, con Jack Huston e Sofia Boutella, passato oggi alla
Mostra di Venezia fuori concorso, è tante cose insieme: un
racconto morale, una sorta di sequel di 'Master Gardener' ma
anche di 'Taxi Driver', un thriller filosofico, ma soprattutto
un film su colpa e redenzione e sulla reale possibilità di ogni
uomo di cambiare.
Il protagonista John Jorissen (Jack Huston) è un professore
di filosofia del Midwest, molto freddo e algido, che sta
scrivendo, non a caso, un libro su Spinoza e sull'idea del
filosofo che il pensiero sia l'unico argine rispetto al caos
delle passioni. Il professore ha una tiepida storia con Becca
(Sofia Boutella), anche lei docente all'università, che ha un
figlio adolescente, Willie, avuto da un precedente matrimonio.
Alla morte del padre di John compare all'improvviso al suo
funerale Miguel Basque (Daniel Zovatto), figlio del giardiniere
di famiglia. Dopo un po' è chiaro, grazie anche ad alcuni
flashback, che tra i due c'è stato qualcosa di trasgressivo.
Il padre di John all'epoca aveva messo tutto a tacere
finanziando l'istruzione privata di Miguel in cambio del
silenzio, ma ora con il suo ritorno che succederà?
Il professore comincia a chiedersi se possa esistere un
perdono per quello che ha fatto, ma pensa anche al suicidio e
compra sul dark market del Nembutal, sostanza letale per
l'eutanasia dolce. Insomma per il professore-filosofo non è un
momento facile.
"Amo nei personaggi il fatto che ciascuno ha i suoi segreti.
Questo è un film soprattutto sulla possibilità di cambiare per
chiunque abbia trasgredito" dice oggi al Lido Schrader. E
aggiunge: "Sapendo che Freud dice che a 5-6 anni vieni
programmato una volta per sempre, una programmazione che ti
porti appresso tutta la tua vita, e avendo frequentato una
scuola cristiana, cattolica, non so proprio come potrei non
scrivere su senso di colpa e redenzione. Si può trascorrere la
propria vita cercando di sfuggire a questo tipo di formazione,
ma non riuscirci mai davvero".
Dice invece Huston, attore britannico noto per il ruolo di
Richard Harrow nella serie Boardwalk Empire: "Per il personaggio
ammettere di essere gay, bisessuale, sarebbe stata una delusione
per il padre. Durante tutta la sua vita il padre ha un certo
potere su di lui, perché conosce i suoi segreti più oscuri e
John vive così una vita che non avrebbe voluto vivere. E questo
ovviamente per convincere il padre di essere una brava persona,
una persona giusta. Nel momento in cui il padre viene a mancare,
John si sente davvero perduto perché perde comunque una guida".
E conclude l'attore: "Ho dubitato a lungo se accettare un
personaggio così pesante, ma il modo in cui Paul scrive è così
brillante perché pone delle domande, ma non risponde mai. E poi
durante tutto il film mi sono chiesto: io stesso sarei capace di
cambiare? Non ho saputo rispondere".
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