Le Collezioni Orientali e Africane
che raccontano un dialogo di culture che attraversa i continenti
e il tempo, ma anche i codici altomedievali, tra cui le
Confessioni di sant'Agostino (VI secolo) e i manoscritti miniati
umanistici di lusso, e poi i libri a stampa, con la preziosa
collezione di incunaboli, la ricca sezione di edizioni stampate
da Aldo Manuzio, fino ad esemplari rari come le prime edizioni
delle opere di Giordano Bruno, con legature storiche che
ricordano come il libro è anche oggetto d'arte. E' la mostra
'Tesori - Il patrimonio della Biblioteca nazionale centrale di
Roma" che si inaugura il 22 ottobre, in occasione dei 150 anni
dalla sua istituzione (1876-2026).
II percorso espositivo di oltre 100 opere permette di ammirare
una selezione di eccezionale valore storico, artistico e
documentario, alcune mai esposte prima. Di forte valenza
scientifica ed estetica sono le Collezioni Cartografiche tra cui
il Planisfero di Pareto del 1455, l'Indicatore della Qibla, con
la prima rappresentazione nota dell'America in una mappa araba,
le vedute di Roma, da Nolli a Liverani, culminando con van
Wittel. Arrivati al Novecento, troviamo documenti di Morante e
Pasolini e l'esposizione per la prima volta dei manoscritti di
alcune tra le più importanti opere di Calvino.
La mostra racconta anche i 150 anni di storia delle Biblioteca.
Il 14 marzo 1876 Roma, capitale d'Italia da appena cinque anni,
apriva la sua grande Biblioteca nazionale, destinata a
rappresentare l'unità appena raggiunta. Per realizzare così
celermente tale impresa, i fondatori non partirono da zero: la
soppressione delle corporazioni religiose del 1873 portò al
Collegio Romano, attorno alla Bibliotheca Major dei Gesuiti,
oltre 70 raccolte conventuali, per circa 300.000 volumi. È
questo il cuore antico dell'Istituto, che oggi è una struttura
nuova e moderna, in dialogo con le grandi biblioteche del mondo.
All'inaugurazione parteciperanno, tra gli altri, il Capo
Dipartimento Attività culturali del Ministero della Cultura,
Massimo Osanna; il Direttore Generale della DG Biblioteche e
istituti culturali, Paola Passarelli, e il Direttore della
Biblioteca nazionale centrale di Roma, Stefano Campagnolo. La
mostra resterà aperta fino al 2 aprile.
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