Ottant'anni di storia dei librai
italiani vengono festeggiati con una profonda riflessione sul
ruolo delle librerie nella società contemporanea e sulle
politiche necessarie a riconoscerne il valore economico,
culturale e civile. L'iniziativa, gli Stati Generali delle
Librerie, è promossa dal Piano Olivetti per la Cultura,
realizzata in collaborazione con l'Associazione Librai Italiani
Confcommercio e promossa attraverso il Centro per il libro e la
lettura. Il 21 ottobre al Museo Nazionale Romano di Palazzo
Altemps, a Roma, si riuniranno istituzioni, librai, imprese e
operatori della filiera del libro per approfondire le
trasformazioni del settore e individuare prospettive concrete
per il futuro della rete libraria italiana.
Al centro della giornata c'è la convinzione che orienta
l'azione del Piano Olivetti per la Cultura: "la libreria non è
soltanto un'attività economica, ma un presidio culturale e
civile essenziale, un luogo nel quale il sapere diventa
accessibile, quotidiano e condiviso". Ad aprire l'incontro
saranno gli interventi istituzionali di Stefano Lanna, direttore
generale del Piano Olivetti per la Cultura e Paolo Ambrosini,
presidente di Ali Confcommercio. Seguirà la presentazione del
primo Rapporto Ali sulle librerie italiane, con la ricerca
realizzata dall'Istituto G. Tagliacarne, a cura di Alessandro
Rinaldi, e l'illustrazione della sintesi dell'Osservatorio Ali -
Format Research, a cura di Pierluigi Ascani. Il rapporto offrirà
una fotografia articolata del sistema librario nazionale,
analizzandone la consistenza, la distribuzione territoriale, le
caratteristiche economiche, le trasformazioni del mercato, le
principali criticità e le opportunità di sviluppo. Un patrimonio
di dati che consentirà di leggere, attraverso la rete delle
librerie, alcuni dei cambiamenti culturali e sociali del Paese e
di individuare le condizioni necessarie per garantire una
presenza libraria diffusa e accessibile.
"Il Piano Olivetti per la Cultura deve contribuire a
moltiplicare le possibilità di accesso al sapere, sostenendo la
rete delle librerie e raggiungendo le comunità che rischiano di
restare ai margini dell'offerta culturale. La libreria è
un'impresa che deve poter innovare, investire e garantire la
sostenibilità del proprio lavoro, ma è anche un presidio di
libertà, conoscenza e vita comunitaria. Quando una libreria
chiude, non viene meno soltanto un'attività economica: si perde
un punto di riferimento per lettori, famiglie, scuole e per
l'intera comunità. Per questo dobbiamo riconoscere e sostenere
insieme la dimensione imprenditoriale e la funzione sociale
delle librerie" spiega Lanna. Gli Stati Generali approfondiranno
queste tematiche attraverso due tavole rotonde. La prima, "La
libreria come infrastruttura culturale e civile del territorio"
vedrà la partecipazione di Giuseppe Iannaccone, presidente del
Centro per il libro e la lettura, e sarà dedicata al ruolo delle
librerie nella diffusione della lettura e nella costruzione di
un'offerta culturale capillare, in grado di raggiungere pubblici
e territori diversi. Nel pomeriggio, la tavola rotonda "La
libreria come luogo di comunità" affronterà i temi della
rigenerazione urbana, del commercio di prossimità e
dell'attrattività dei territori, mettendo in luce la capacità
delle librerie di generare relazioni, animare gli spazi urbani e
contribuire alla qualità della vita delle comunità.
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