E' finito con un anticipo di quasi sette ore, il primo test di orbita di Starship 41, la navetta di SpaceX progettata in vista dei futuri viaggi verso la Luna e Marte. E' stata la stessa azienda di Elon Musk a decidere il rientro anticipato dopo il primo controllo di routine al secondo stadio della navetta, quando questa era in orbita. La missione è comunque considerata un successo perché il razzo Super Heavy ha regolarmente portato in orbita Starship, che a sua volta ha rilasciato tutti i 26 i satelliti Starlink che aveva a bordo, come previsto. Non ha invece potuto completare le sei orbite pianificate dall'azienda di Elon Musk.

L'amministratore capo della Nasa Jared Isaacman si è congratulato con SpaceX per il "lancio mozzafiato" e per avere gestito ogni fase "in modo sicuro, responsabile e soprattutto per essere una fonte di ispirazione". La Nasa, ha aggiunto, "è entusiasta di aiutare dove possibile, affinché le missioni di Starship diventino routine". Per SpaceX questo test è cruciale: uUna volta raggiunta l'orbita - scrive l'azienda sul suo sito - potrà iniziare la fase successiva dello sviluppo di Starship, che mira a renderla completamente e rapidamente riutilizzabile". Il lancio è avvenuto da Starbase, la base di lancio di SpaceX in Texas ed era particolarmente atteso perché, dopo 13 test in volo suborbitale, finalmente Starship sarebbe andata in orbita. A 2 minuti e 34 secondi dal lancio, Starship si è separata dal razzo Super Heavy, che è rientrato con un ammaraggio nel Golfo del Messico. Intanto la navetta ha acceso i suoi motori Raptor per proseguire il viaggio. Uno si è spento prima del previsto, ma la fase di accensione è stata comunque completata, così come la manovra di inserimento nell'orbita, avvenuta alla quota di 275 chilometri, come da programma.

Circa mezzora più tardi è iniziato il rilascio dei satelliti Starlink di ultima generazione (V3), questa volta autentici e non copie come era avvenuto nei test suborbitali. Una volta rilasciati, i satelliti hanno dispiegato le antenne e i pannelli solari e quindi azionare i propulsoti di bordo per raggiungere la loro orbita definitiva. Tre di essi, invece, con le loro telecamere sono stati programmati per riprendere immagini di Starship, in modo da permettere ai tecnici di SpaceX di ispezionare le piastrelle dello scudo termico. A quel punto la navetta avrebbe dovuto proseguire il suo viaggio per altre otto ore, per rientrare con un ammaraggio al largo delle coste del Cile. Ma non è andata così: è a questo punto che SpaceX ha deciso di far rientrare subito la navetta. Uno dei motori Raptor si è acceso per portare Starship fluori dall'orbita e la navetta ha iniziato la discesa, finendo la corsa con uno spettacolare ammaraggio nell'Oceano Pacifico settentrionale. Alla fine, quasi tutti gli obiettivi sono stati raggiunti: la manovra di ingresso in orbita è stata eseguita regolarmente, i 26 Starlink sono stati dispiegati come da programma e, nonostante il forte anticipo, la manovra di uscita dall'orbita è stata eseguita utilizzando un solo motore Raptor.

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