(di Francesca Pierleoni)
Far "dialogare il presente con il
passato" per raccontare a una ragazza di oggi le battaglie delle
donne per il voto e per i diritti, dalle suffragette al
presente, passando per il capitolo fondamentale delle 21 madri
costituenti, elette, nell'assemblea di 556 deputati, il 2 giugno
1946. Donne che portarono avanti unite anche richieste
estremamente attuali, come asili nido per aiutare le mamme
lavoratrici e la parità salariale. E' il viaggio di Ricordati
ragazza, il docufilm di Claudia Gerini, al debutto in chiusura
della Festa del cinema di Roma e prossimamente sulla Rai.
Prodotto da Luce Cinecittà con Rai Cinema in collaborazione con
la Camera dei Deputati, Fondazione Centro Sperimentale di
Cinematografia, Ministero della Cultura, è stato realizzato per
gli 80 anni dal primo voto femminile nel nostro Paese.
Nella storia incontriamo Matilde (Caterina Quintavalla), 18enne
che non sente l'importanza di andare a votare per la prima
volta. Parlando però con la madre (Paola Minaccioni) e la nonna
(Pia Engleberth), scopre la difficile strada, che continua,
delle donne per ottenere i propri diritti. "Il materiale di
archivio (del Luce e altri importanti archivi) è stato il punto
di partenza - spiega Gerini all'ANSA -. Nel film è come se
raccontassimo, non solo a ragazze e i ragazzi, ma a tutti, come
si sia sviluppata l'avventura della conquista del voto. Questo
mi ha portato a far dialogare fra loro i linguaggi: le
interviste, il materiale di archivio e le scene ricostruite
(anche con l'uso dell'IA, ndr)". E' stato "come un puzzle
infinito, ero immersa in un mare di interviste, parole, fatti,
le leggi. L'obiettivo era creare un racconto appassionante".
Così nel film, che ha fra le testimonianze quella di Luciana
Castellina, delle storiche Debora Migliucci e Patrizia
Gabrielli, troviamo anche quelle della partigiana Norma
Barbolini o la madre costituente Nadia Gallico Spano. "Volevo
far capire come queste donne siano figure attuali - spiega -. Si
parla sempre di padri e non di madri costituenti. Noi volevamo
farle conoscere, perché sono state determinanti nella scrittura
della nostra Costituzione, per l'evoluzione in generale della
società, non solamente per le donne, perché la conquista dei
diritti per le donne è un vantaggio per tutti". Il documentario
arriva in un momento in cui ragazzi stanno scendendo in piazza
per protestare contro lo status quo: "In questo momento c'è
partecipazione, c'è rabbia, una mobilitazione politica non
sempre propositiva, a volte un po' distruttiva. Questo purtroppo
lo dobbiamo a tante criticità. Dobbiamo trovare di nuovo una
speranza perché questi ragazzi non sentono di averne tante. Me
ne rendo conto anche parlando anche con le mie figlie. I giovani
hanno davanti a loro un quadro molto difficile tra le guerre, la
crisi climatica, un mondo dove c'è chi ha trilioni di dollari e
vedi i bambini che muoiono. E' un mondo molto duro e difficile,
di grandi contrasti e contraddizioni. Io penso che sia giusto
dargli un esempio per fargli capire che la giustizia sociale può
essere raggiunta, anche combattendo per la parità". Tornando ai
temi del film "Luciana Castellina dice una cosa bellissima
'essere donna è un lavoro di tutta la vita'. Le ragazze si
devono rendere conto che nessuno ci ha dato niente facilmente,
che si può combattere per dire la tua, che si può essere
determinanti anche nel tuo stare al mondo, nel tuo essere
cittadina". I giovani più che mai "hanno bisogno di esempi, di
persone che combattono per le libertà, per i diritti, per le
uguaglianze". Secondo l'Ad di Cinecittà Manuela Cacciamani,
"Ricordati Ragazza racconta una strada faticosa e gloriosa che
deve rendere fiero ogni cittadino, in un film che incontra il
nostro dna di sempre, raccontare la storia e i traguardi del
Paese, con qualità di documenti ed emozione". Gerini aveva
diretto nel 2022 la sua opera prima, Tapirulàn: "La regia è
nelle mie corde, mi piace... ho qualche idea per un nuovo film
di fiction". Da attrice, è nelle sale con Se ami qualcuno dillo,
di Marco Bonini e "da due settimane sto lavorando in una serie
per Rai 1, diretta da Renato De Maria. Sul tema non posso ancora
dire nulla ma sono molto contenta di lavorare con lui".
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