"Sanremo è una delle poche occasioni
in cui la televisione si concentra sulla canzone e io amo la
forma canzone". Lo dice Morgan, parlando con i giornalisti, alla
Festa del Cinema di Roma per il documentario su di lui, Non
importa dove, diretto da Francesco Fei e Consuelo Moschella.
"Poi sapete cosa c'è di bello? Sanremo è come Natale, perché è
uno dei pochi momenti, da tanti anni, in cui l'Italia, la
famiglia si unisce. C'è Natale, Sanremo, poi Pasqua... anche se
è meno potente - scherza -. È veramente radicato nella famiglia
italiana, nella cultura della tradizione italiana, è
un'occasione meravigliosa. In quel momento tu hai il più grande
programma televisivo di tutto l'anno per la musica, che fa
comunque ascolti, al di là o nonostante i vari direttori
artistici".
Sanremo "è un'istituzione che va al di là di chi
temporaneamente transita lì dentro, come un ministero". Tuttavia
il festival "merita di più, merita la musica, è l'unica cosa che
gli manca ormai. Allora mi chiedo perché la Rai o lo Stato come
servizio pubblico non prende seriamente Sanremo? Perché lo
umilia? Perché non hanno la capacità di capire che Sanremo è una
cosa bella? Io sono stanco di vedere umiliato l'unico spazio
nazionale a disposizione per fare la canzone", sottolinea. Per
dirigerlo "esiste un fior fior di gente che se ne intende, io
sono uno di quelli, ma ce ne sono tantissimi altri. Quindi
questo penso di Sanremo, è un'occasione perduta ormai da troppi
anni e di questo mi piange il cuore, perché se capissero che ha
un'importanza culturale vera, ci metterebbero dentro la musica,
la competenza, la ricchezza dell'arte e della musica italiana".
Venendo all'edizione alla quale sta lavorando Stefano De
Martino, "Ho visto le notizie sul cast... mi sembra sia sempre
la stessa cosa, cosa cambia?".
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