L’accusa era pesantissima, tortura, ed è stata ritenuta solida e fondata. Due poliziotti delle Volanti di Verona, uno dei quali assegnato ad altro incarico ma ancora in servizio, sono stati condannati dal tribunale per aver picchiato, insultato e brutalizzato persone indifese, portate in questura con pretesti futili.
Per Alessandro Migliore, ormai ex poliziotto, la pena è di sei anni e mezzo di carcere, per Loris Colpini, ancora in forza alla questura della città, è invece di quattro anni e tre mesi.
Sono solo due degli agenti coinvolti nella maxi-inchiesta sul gruppo di una ventina di poliziotti delle Volanti che almeno fino al 14 ottobre 2022 hanno seminato il terrore nelle strade della città. Le vittime preferenziali? Migranti, tossicodipendenti, homeless, fragili, marginali. Tutti o quasi venivano trascinati “nell’Acquario”, una delle stanze della questura, dove sono avvenute la maggior parte degli episodi che i pm Carlo Boranga e Chiara Bisso hanno qualificato come tortura. Calci, schiaffi, pugni, spray al peperoncino sparato in faccia.
Forti con i deboli, gli agenti trattavano invece con i guanti chi potesse blandirli con regali e favori, come un buttafuori, legato a giri di droga, e monitorato da un’altra sezione. È lui ad accendere un faro sul gruppo di agenti, telecamere e microspie hanno svelato poi il catalogo di infiniti abusi a cui sottoponevano le persone che finivano nel mirino.
Contro Colpini e Migliore le prove sono risultate così schiaccianti da permettere alla procura di chiedere e ottenere il giudizio immediato. Il prossimo 11 febbraio inizierà invece il processo per altri dodici poliziotti, quattro dei quali accusati di tortura, oltre che di lesioni, peculato, omissione di atti d'ufficio, omessa denuncia di reato e falso. Per altri tre agenti, che hanno scelto il rito abbreviato, sono già arrivate condanne comprese tra i quattro e i cinque mesi per lesioni, omessa denuncia e falso.


