Da giorni centinaia di scuole in

tutta Italia sono rimaste senza connessione internet. Non si

tratta di un guasto tecnico: è scaduto il progetto per la banda

ultra larga finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei

Ministri. A renderlo noto è la Flc Cgil che accusa: "ora il

ministero dell'Istruzione scarica i costi sugli istituti".

"Questo progetto - spiega la segretaria generale della

Federazione lavoratori della conoscenza della Cgil, Gianna

Fracassi - garantiva la connettività alle scuole per cinque

anni. Ora, scaduto il finanziamento, è stato semplicemente

spento, senza alcuna soluzione alternativa da parte del

Ministero. Per continuare a svolgere la normale attività

didattica e amministrativa, gli istituti si trovano così a dover

provvedere in autonomia, con un esborso medio di 3-4 mila euro

l'anno a carico del proprio bilancio. Una spesa insostenibile,

che rischia di mettere in gravissima difficoltà soprattutto le

scuole del primo ciclo, quelle con meno risorse e bilanci più

ridotti".

Per la dirigente sindacale: "Siamo all'assurdo! Nell'epoca della

digitalizzazione, dell'intelligenza artificiale, di aule e

laboratori innovativi, della cosiddetta scuola 4.0, del registro

elettronico obbligatorio e della didattica digitale, il

Ministero lascia le scuole senza internet e chiede loro di

pagarselo da sole".

"Come Flc Cgil sollecitiamo il Ministero dell'Istruzione e

del Merito a intervenire immediatamente per ripristinare la

connettività in tutte le scuole e per garantire un finanziamento

strutturale e stabile, che non gravi sui bilanci già esigui

degli istituti scolastici. Non si può parlare di innovazione e

poi spegnere la rete", conclude la dirigente sindacale.

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