(di Francesca Pierleoni)

La concomitanza fra la storia nel

film e quello che sta succedendo con i giovani nelle piazze "è

veramente evidente. Oggi mancano verso i ragazzi l'attenzione e

l'ascolto: manca nelle famiglie, nella società. C'è

disinformazione, si dicono tante banalità e questo crea paure,

rabbia e violenza: avviene anche quando ci sono manifestazioni

come quelle di questi giorni". Lo dice Alessandro Gassmann

cointerprete con Matteo Oscar Giuggioli di Figli perduti, la

potente opera prima di Lorenzo Maria Chierici, tratta da una

storia vera, di rabbia giovanile, crimini e riscatto. Il film è

in gara (Panorama Italia) ad Alice nella città, il festival

parallelo alla Festa del cinema di Roma e arriverà prossimamente

in sala con Medusa.

Rispetto al legame fra gli argomenti della storia, e la cronaca,

Gassmann sottolinea che nelle proteste di questi giorni i

ragazzi chiedano "cose importanti e giuste come il diritto allo

studio, il diritto a una casa che possa essere pagata anche da

chi studia anche se si deve trasferire in un'altra città.

Problemi che hanno a che fare con le istruzioni nel nostro Paese

e che ci sono da tanto tempo. È inevitabile che poi i più deboli

diventino violenti ma sono quelli che sono stati ascoltati di

meno, che hanno maturato questa loro rabbia, questa loro

ottusità violenta, indisturbati e questo ha a che fare con le

generazioni che li hanno cresciuti. Io ce l'ho molto con i

genitori di queste persone". E' all'inizio un ragazzo pieno di

rabbia anche Daniel Zaccaro (Giuggioli), cresciuto con un padre

violento a Quarto Oggiaro. Insieme all'amico Benka (Andrea

Dodero) sceglie la strada delle rapine, finendo nel circuito

penale minorile. Al Beccaria, Daniel incontra Don Claudio Burgio

(qui interpretato da Gassmann), il fondatore della comunità

Kayros (nata nel 2000 a Lambrate, con l'obiettivo di offrire

supporto e alloggio a minori in difficoltà, ndr). Il ragazzo

accetta di entrare nella struttura, e dopo un difficile

percorso, anche fatto nuovi errori, Zaccaro comprende di non

volere più essere più vittima della propria rabbia. Nel cast

anche Giaime Mula, Cissè Malich, Martina Lampugnani e Sonia

Carretto. "Io e Daniel ci conosciamo ormai da dieci anni L'ho

incontrato durante una vacanza dove abbiamo studiato insieme,

gli ho fatto un trucco di magia e lui è rimasto secco - spiega

sorridendo Chierici, classe 1997 -. Tempo dopo, lui mi ha

portato a cenare dentro la comunità. E lì ho trovato qualcosa di

incredibile, ho visto una famiglia". Poi "una sera Daniel mi ha

parlato della sua storia e io gli ho detto subito che dovevamo

provare a raccontarla". Giuggioli (già interprete, fra gli

altri, di Mauro Repetto nella serie Hanno ucciso l'uomo ragno -

La leggendaria Storia degli 883) conosce Zaccaro (presente in

conferenza stampa, insieme a Don Burgio, ndr) e Chierici "da

cinque anni: "Ho avuto modo di aprirmi con Daniel, come lui ha

fatto con me. La cosa più preziosa alla fine, e che oggi posso

dire di aver raccontato un amico, che ha una storia bellissima,

di coraggio". Questa è "anche una storia di seconde, terze,

quarte opportunità che sono necessarie, fino a riuscire a

rialzarsi". Giuggioli spera che il film, prodotto da Ohana

Production, PFA Films e Are Films "venga visto in sala dai

giovani principalmente, magari anche da qualcuno che non pensa

di averne bisogno" ma "anche dai genitori. "E' un film

maleducato che parla di educazione perché è raccontato dal

nostro punto di vista. Era un po' di tempo che non accadeva che

i giovani venissero raccontati dai giovani e il nostro è uno

sguardo vero, anche nel modo in cui racconta l'amore…. è un film

che brucia da tutte le parti ". Gassmann è" molto felice di

essere in un film scritto, diretto, interpretato e fotografato

da ventenni. Questa per me è già una notizia importante nel

cinema italiano in generale - sottolinea -. Credo sia

importante che la mia generazione partecipi a questo tipo di

operazioni, viene fatto troppo raramente". Figli perduti "è un

film che aiuta una società nella quale, secondo me, troppo

raramente c'è comunicazione fra le generazioni. C'è un muro in

mezzo che secondo me è anche la causa di tante incomprensioni,

di tante banalità dette sui ragazzi di oggi".

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