"Un magistrato, il sostituto
procuratore di Torino, davanti a un'odiosa violenza sessuale,
ovvero il palpeggiamento di una ragazzina di 13 anni, ha chiesto
il carcere per un uomo accusato di aver commesso il fatto. Un
altro magistrato, il giudice per le indagini preliminari, ha
disposto invece un'altra misura cautelare, ovvero l'obbligo di
firma. Un provvedimento che ovviamente si può criticare, ma
soprattutto si può contestare secondo quanto previsto dalle
stesse regole procedurali, ricorrendo al tribunale del Riesame
ed eventualmente in Cassazione. Non è una decisione definitiva.
Non è neanche una sentenza, oltre a non essere né una condanna
né un'assoluzione. Davanti a questo quadro sono stati diversi
gli attacchi scomposti da parte di autorevoli esponenti del
governo, che sono andati oltre la critica. Ed è questo che
stigmatizziamo con forza, così come riteniamo del tutto non
ortodosso l'invio degli ispettori che non hanno il compito di
valutare il merito dei singoli procedimenti". Lo dichiara il
presidente dell'Anm Giuseppe Tango.
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