(di Paolo Levi)

Da Venezia a Parigi: la Francia

celebra un maestro del Rinascimento italiano, Jacopo Robusti,

detto il Tintoretto (1518/19-1594), in una della mostre più

attese della 'rentrée' culturale parigina. Per la prima volta,

l'esposizione intitolata 'Eternel Tintoret', 'Eterno

Tintoretto', in programma dall'11 settembre e fino al 24 gennaio

2027 al Musée Jacquemart-André, presenta in Francia una

panoramica dell'insieme dell'opera del maestro veneto,

dimosrando come la sua eredità artistica travalichi i secoli e i

confini della Serenissima, fino a farne un artista di

riferimento per la stessa pittura francese del XIX/o secolo.

Soprannominato 'Tintoretto' dalla professione del padre

tintore di stoffe, Jacopo Robusti si impose tra i maggiori

pittori veneziani del Cinquecento, insieme a Tiziano e Veronese,

suoi contemporanei. L'esposizione sul Boulevard Haussmann - non

lontano dall'Arco di Trionfo - riunisce una quarantina di

dipinti e disegni provenienti da collezioni pubbliche e private

francesi tra cui il Louvre ma anche italiane e internazionali.

Lungo il percorso, capolavori come Susanna e i vecchioni,

ottenuto in prestito dal Kunsthistorisches Museum di Vienna o il

meno noto Santa Caterina e un angelo, per tanti anni nella

collezione personale di David Bowie.

Tanti i prestiti giunti a Parigi dall'Italia, come il

Miracolo di Sant'Agostino (Museo Civico di Palazzo Chiericati a

Vicenza), la Creazione degli animali (dalla Galleria

dell'Accademia a Venezia), Leda e il CIgno (dagli Uffizi di

Venezia).

Lungo il filo dei secoli, Tintoretto non ha mai smesso di

suscitare ammirazione. In Francia, pittori come Delacroix o

Cézanne lo hanno considerato un precursore, ammirandone il tocco

libero e creativo nonché la cosiddetta 'prestezza', la sua

proverbiale velocità di esecuzione. Per parafrasare Giorgio

Vasari, "alcune opere di Tintoretto sono state realizzate con

una rapidità sbalorditiva: credevamo avesse appena cominciato,

aveva già finito". "Il più valoroso dei veneziani", disse di lui

Cézanne.

La mostra si chiude con un confronto tra l'autoritratto che

Tintoretto realizzò da settantenne, nel 1588, e la copia che ne

fece oltre 250 anni dopo, nel 1854, Edouard Manet. Ennesima

dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, della sua fortuna in

Francia.

Curata da Giovanni Carlo Federico Villa, Neville Rowley e

Pierre Curie, l'esposizione viene organizzata in collaborazione

con l'Institut de France, proprietario del Musée

Jacquemart-André, Artcurial, l'Ambasciata d'Italia in Francia e

l'Istituto Italiano di cultura di Parigi. È anche l'occasione di

scoprire o riscoprire il Musée Jacquemart-André, tra le più

notevoli collezioni rinascimentali presenti fuori dal Belpaese,

tanto da renderlo un museo "quasi taliano". Donato nel 1912

dalla collezionista e pittrice Nelie Jacquemart-André

all'Institut de France, il palazzo-museo del Boulevard Haussmann

è tornato agli antichi splendori dopo una vasta campagna di

restauro. Questi hanno riguardato, in particolare, la

monumentale scalinata a doppia elica, il fumoir e l'affresco

della sala da pranzo dipinto da un altro grande veneziano,

Giambattista Tiepolo, in origine per Villa Contarini, a Mira

(Ve).

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