(dell'inviata Mauretta Capuano)
CAITRIONA LALLY, GUSCI D'UOVA
(SAFARA, PP 296, EURO 21)
È un mondo fatato e nello stesso tempo reale quello in cui ci
porta la scrittrice irlandese Caitriona Lally con il suo libro
d'esordio 'Gusci d'uova' (Safara) con cui ha vinto il Rooney
Prize for Irish Literature, applaudito da critica e pubblico
anche nell'incontro che l'ha vista protagonista al
Festivelatteratura di Mantova l'11 settembre.
"L'idea mi è venuta nel 2011, quando ero senza lavoro a
Dublino, durante la recessione. Vivere in una città europea dove
tutti gli altri avevano un lavoro mi faceva sentire un po' fuori
luogo. Il changeling che nella mitologia irlandese è lo scambio
di una creatura fantastica lasciata nella culla al posto di un
neonato umano era l'escamotage perfetto per trasmettere il mio
senso di non appartenenza" racconta all'ANSA Lally che ha uno
sguardo buono e delicato. "Sono sempre stata interessata al
mondo delle fate, soprattutto quelle delle tradizioni locali
dove venivano usate - aggiunge - per spiegare la diversità nelle
persone".
Orfana e disoccupata, la protagonista del romanzo, Vivian,
che vive a Dublino nord nella casa della prozia Maud, morta da
poco, è una creatura magica, diversa, audace. "Mi piaceva anche
l'idea di introdurre della magia in una Dublino che era molto
cupa a causa della recessione, dove tutto sembrava molto grigio,
molto triste. Avere una protagonista che essendo diversa poteva
vedere il mondo sotto un'altra prospettiva, la magia, poteva
portare un po' di speranza".
Nel divertente, colto, letterario, joyciano, commovente,
'Gusci d'uova' la scrittrice dà poca importanza all'aspetto
fisico, tant'è vero che la protagonista, una sorta di Amélie
Poulain irlandese, non viene descritta, non sappiamo com'è il
suo aspetto. "Ho voluto dare rilevanza alla sua parte interiore.
Volevo abbracciare l'essere diversi, ognuno di noi dovrebbe
semplicemente accettare e trasformare in punti di forza le
proprie particolarità. Vivian trova il coraggio di essere se
stessa, non si cura di quello che gli altri possono pensare di
lei. Alla ragazze vorrei dire proprio di non avere paura di
essere diverse" sottolinea Lally.
"Al momento in Irlanda c'è lo stesso clima di paura che c'è
in Italia, credo, nei confronti della violenza verso le donne.
Ci sono sempre più femminicidi e sono terrorizzata da questo
clima che non so come combattere. Penso sia dovuto alla
misoginia e al fatto che sempre più giovani ascoltano discorsi
di odio e contro le donne" afferma.
La scrittrice, che he vive a Dublino con la famiglia, si è
laureata nel 2004 al Trinity College dove lavora nel reparto
delle pulizie. Ha pulito anche la stanza dove è stato girato
Harry Potter e per lei il Trinity è un luogo di ispirazione.
"Dopo una pausa tornerò a lavorare al Trinity College a
novembre. Mi manca molto stare lì, mi trovo bene con le
colleghe. Fare le pulizie non mi stressa, mi lascia tempo per
pensare. Quel luogo mi ispira per continuare a scrivere"
racconta.
Autrice di un altro romanzo, Wunderland e del memoir Home
Economics, prima dell'esordio con 'Gusci d'uova' non aveva mai
pubblicato nulla. "Questo libro non mi aspettavo che trovasse un
editore. È stata tutta una sorpresa, un po' un sogno che si
avvera, anche vincere premi". Ora ha finito di scrivere
l'adattamento per un film da Gusci d'uova dopo aver vinto dei
fondi con Screen Ireland. "È stata un'esperienza nuova,
soprattutto perché la protagonista non viene mai descritta dal
punto di vista fisico. Ho dovuto immaginare il colore dei
capelli, l'età. Ora bisogna trovare il regista e mi piacerebbe
fosse una donna, magari Greta Gerwig. Nel ruolo di Vivian vedrei
bene Elena Bonham Carter, l'ex moglie di Tim Burton, perché ha
quel modo di essere in cui l'eccentricità diventa la parte
principale, ma sono tutti sogni" sottolinea.
Vivian vuole trovare un'amica che si chiama Penelope. Perché
proprio con questo nome? "Penelope, Antilope è un gioco di
parole che facevo da bambina ma ha senso in inglese, in italiano
un po' meno". Vivian sa che per salvarsi deve tornare nel suo
mondo, deve trovare il portale che la riporterà tra le fate. Per
salvarsi bisogna trovar un'altra via? "Può essere letta come una
metafora per trovare una via di fuga, però il messaggio che
volevo trasmettere è che il portale diventa l'amicizia con
Penelope e che quindi alla fine a salvarla sono le relazioni
umane".
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