Andrea Camilleri e Piero Guccione non
si conoscevano. Ma è da un desiderio espresso in vita dallo
scrittore siciliano - rendere omaggio ad uno dei maggiori
pittori italiani del secondo Novecento - che nasce l'idea delle
figlie: far incontrare in un dialogo ideale due dei maggiori
interpreti della Sicilia.
Il Fondo Andrea Camilleri dedica così nella sua sede romana
una mostra a Piero Guccione (1935 - 2018), aperta al pubblico
solo oggi e domani. 'Piero Guccione. Racconti dello sguardo',
sei magnifiche opere su carta in cui la natura non è semplice
descrizione: le linee del mare, il cielo e le nuvole, il carrubo
e il piccolo mandorlo, la luna al mattino sul mare di Punta
Corvo e la fragile presenza dell'ibiscus, la sua vita e la sua
morte, diventano memoria, durata e silenzio.
Il percorso espositivo - realizzato in collaborazione con
l'Archivio Piero Guccione e con il sostegno di Intesa Sanpaolo -
si completa con un pastello dal titolo 'La processione dello
stivale' (realizzato da Guccione per un racconto di Camilleri) e
con una sezione video dedicata alla vita e alla ricerca del
pittore. Nato nel 1935 a Scicli, estremo lembo della Sicilia
orientale, e trasferitosi a Roma nel 1954, Guccione ha
attraversato oltre mezzo secolo di pittura italiana mantenendo
una posizione appartata e rigorosa. Ha partecipato sei volte
alla Biennale di Venezia, tra il 1966 e il 2011; nel 1988 gli è
stata riservata una sala personale nel Padiglione Italia.
Accademico Nazionale di San Luca dal 1995, nel 2004 ha ricevuto
la Medaglia d'Oro della Presidenza della Repubblica per i
benemeriti della cultura e dell'arte.
"Se dipingessi il mare come si dipinge il mare, se
dipingessi il nero come si dipinge il nero non farei che un
quadro. Io invece voglio rendere viva un'emozione" sono le
parole dell'artista siciliano ricordate nel vernissage di
inaugurazione, davanti alle figlie dei due maestri, Paola
Guccione ed Andreina, Elisabetta e Mariola Camilleri. "Un
meccanismo di perfezione accomuna i racconti di Camilleri ed i
pastelli di Guccione - ricorda Lorenzo Canova, storico
dell'arte -, il tocco veloce ma perfetto del pastellista e gli
incipit brevi e rapidi di Montalbano, entrambi caratterizzati da
un aspetto geometrico costruttivo, per fissare la luce di un
momento o aprire e chiudere una storia". Tra gli ospiti Daniela
Lancioni ed Angelo Piero Cappello.
Andrea Camilleri (1925-2019) e Piero Guccione (1935-2018)
erano entrambi nati lungo la costa meridionale della Sicilia e
lasciarono l'isola da giovani per trasferirsi a Roma. Camilleri
portò la Sicilia nella geografia letteraria di Vigàta; Guccione
tornò a guardare i luoghi dell'infanzia, la luce e il paesaggio
mediterraneo. Il Fondo Andrea Camilleri ha voluto dunque
esaudire un desiderio espresso dallo scrittore e, nello stesso
tempo, avviare una riflessione sul rapporto tra la sua opera e
gli altri linguaggi artistici, dalla pittura alla musica, cui
faranno seguito altri incontri.
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