(dell'inviata Francesca Pierleoni)
Due personaggi, "agli estremi
della vita", un nonno e un nipote di cinque anni. Così Mario
Martone descrive i protagonisti, interpretati rispettivamente da
Toni Servillo e il piccolo Lorenzo Pezzotta in Scherzetto,
l'adattamento del romanzo omonimo (Einaudi) di Domenico Starnone
che debutta alla Mostra del Cinema di Venezia fuori concorso e
sarà prossimamente in sala con 01 Distribution. Nel cast anche
Serena Rossi, Leonardo Lidi, Gianluca Di Gennaro e Giovanni
Ludeno. "Starnone è uno scrittore universale e credo che
qualunque lettore in qualunque parte del mondo vi trovi qualcosa
che risuoni. Nel mio caso, da napoletano nato nel 1959 cresciuto
in una famiglia con una certa cultura patriarcale, io ho trovato
in tanti dei suoi libri cose che mi hanno toccato - aggiunge il
regista coautore della sceneggiatura con Ippolita di Majo -.
Qui mi ha colpito il carattere prismatico del libro che mi
permetteva di fare un film con tante facce: ha una parte comica,
una drammatica, una inquietante, una da ghost story. E' una
riflessione sul tempo che passa e su una vita piena di
ripensamenti, ed è anche un film sull'arte". La storia
(producono Mad Entertainment con Rai Cinema, in associazione con
Edi Effetti Digitali Italiani e Picomedia), racconta Il
settantenne Daniele Mallarico (Servillo), noto illustratore
uscito da poco dall'ospedale, che accetta di restare nella
vecchia casa di famiglia a Napoli, dove ora vive la figlia,
matematica, Betta (Serena Rossi) con marito e figlio, per badare
quattro giorni al brillante e irrefrenabile nipote di cinque
anni, Mario (Pezzotta), mentre i genitori sono fuori per un
viaggio di lavoro. "Sapevamo che la difficoltà più grande era
quella di fare un film con un bambino di cinque anni , ma ci è
venuto incontro lui - racconta Servillo - che non ha nessuna
malizia, né quel pizzico di manierismo napoletano per la volontà
di fare l'attore. Ha interpretato tutta questa avventura senza
fare distinzioni tra i momenti in cui si girava e i momenti in
cui non si girava. Ci ha invitato a vivere con lui un enorme
gioco, al quale noi ci siamo abbandonati". Oltretutto " Lorenzo
arrivava con le battute perfette tutti i giorni, sapeva anche le
mie e se io qualche volta mi sbagliavo lui mi correggeva". Un
amore per l'esperienza del film, confermata dal brillante
Lorenzo Pezzotta, che definisce Servillo "un nonno bravissimo.
Mi sono molto divertito... speriamo si faccia il numero 2 (il
sequel, ndr)". Serena Rossi (che prima della proiezione
ufficiale riceve al lido il Premio Campari Passion for Film) dà
volto alla mamma di Mario, "una matematica, una donna in
carriera, con un marito che fa il suo stesso mestiere e questo
crea un po' di conflitti. Per me è stato veramente un regalo
essere invitata in questo bellissimo progetto, del romanzo mi
sono innamorata, e l'idea di essere la figlia di Toni Servillo
era un sogno". Servillo ha amato anche il percorso intimo del
suo personaggio: "Daniele ha voluto affrancarsi dalla sua
origine molto popolare, da quella violenza, da quella
approssimazione ed è diventato un venerato maestro
dell'illustrazione a Milano in tutto un altro mondo. A Napoli si
trova a riflettere sulla sua arte, sulla sua immagine di
artista, sul credito che ha nei confronti degli altri". Molto
soddisfatto dell'adattamento è anche Starnone: "Un libro per il
cinema è una piattaforma di lancio, lo si legge e poi si passa a
un altro linguaggio - spiega lo scrittore -. il film l'ho
trovato bellissimo. Io tenevo molto che fosse realizzato e che a
farlo fosse Mario, anche se sapevo che sarebbe stato molto
difficile, perché è un racconto fatto di piccoli movimenti e
grandi riflessioni, ed ha registri diversi. Il film dal mio
punto di vista ha risolto tutti i problemi che il libro poneva".
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