Arriva, anche se il suo iter è solo a metà percorso, essendo stata approvata da un solo ramo del Parlamento, una nuova riforma per il cinema. La nuova normativa, approvata a valle delle feroci polemiche sulle regole per le concessioni del tax credit e sul blocco operato dal governo all'elargizione dello strumento fiscale di aiuto al settore, fa passi avanti nella gestione degli strumenti di sostegno ma, a detta degli operatori del comparto, non risolve il più importante degli annosi problemi.
A preoccupare le associazioni di rappresentanza del settore è soprattutto la questione della stabilità delle risorse: 'Si può anche istituire un ente autonomo, ma senza una dotazione finanziaria certa la sua autonomia rischia di essere soltanto formale. Per questo è indispensabile l'introduzione di una tassa di scopo destinata a garantire stabilità e continuità alle politiche pubbliche per il cinema' hanno a suo tempo lamentato le associazioni di rappresentanza degli autori. Mozione accolta da Avs che a luglio aveva annunciato la presentazione di un emendamento per introdurre una piccola tassa di scopo del 5% sugli utili delle piattaforme per rafforzare il finanziamento che va ai giovani autori e alla sperimentazione cinematografica.
La nuova legge, anche se notevolmente modificata rispetto al testo concordato prima della pausa estiva, fa invece un passo in avanti nella ricerca di maggiore trasparenza sui meccanismi che regolano la "mano" politica sul settore. Nasce infatti un "Forum" di esperti, organismo di consultazione e monitoraggio delle politiche pubbliche sul cine-audiovisivo, e un'"Agenzia", ente con piena autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale che assumerà le funzioni di gestione ora attribuite al Mic ma che resterà sotto la vigilanza del Ministero.
Nell'insieme la proposta di riforma prevede un intervento con il Forum che andrà di fatto a sostituire il Consiglio Superiore del Cinema e dell'Audiovisivo e l'Agenzia che assumerà le funzioni operative oggi svolte dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo. Nel Forum siederanno otto esperti nominati dal ministro della Cultura (nel rispetto dell'equilibrio di genere), i rappresentanti degli autori, dei lavoratori dello spettacolo, dei produttori indipendenti, dei distributori, dei soggetti operanti nel settore della promozione delle opere cinematografiche e audiovisive, degli esercenti, delle piattaforme audiovisive e del settore videoludico.
Ferme restanti le funzioni di indirizzo politico, vigilanza e ispettive, che restano riservate al ministero della Cultura, l'Agenzia, tra i vari compiti, si occuperà dello "lo sviluppo del settore cinematografico e audiovisivo, degli interventi e delle azioni pubbliche per la crescita e l'allargamento dell'offerta e della domanda di cinema e di audiovisivo" ma non più, come inizialmente previsto, della gestione dei fondi e delle risorse stanziate dallo Stato. Avrà un direttore, un Cda e un Collegio dei revisori dei conti e personale e risorse del Mic.
Presso l'Agenzia per il cinema e l'audiovisivo è istituita la Commissione per la valutazione delle opere e dei progetti cinematografici con il compito di valutare le opere e i progetti cui concedere i contributi selettivi e i contributi alle attività e alle iniziative di promozione cinematografica. La Commissione subentra nelle funzioni già assegnate alle Commissioni dalla precedente legge. A partire dal 2028, l'individuazione degli esperti avverrà con avviso pubblicato nel sito internet dell'Agenzia per il cinema. Una volta entrata il vigore la legge, il governo è delegato ad adottare, entro due anni, uno o più decreti legislativi per la riforma, il coordinamento e il riordino della disciplina del settore.
Con questi decreti si dovranno "favorire forme di cooperazione nell'ambito del settore del cinema e dell'audiovisivo tramite il coinvolgimento dei soggetti competenti in materia" tra cui Cinecittà e il Centro sperimentale di Cinematografia; introdurre una programmazione triennale del settore; prevedere "termini certi di conclusione dei procedimenti e di tempestiva erogazione dei contributi"; introdurre la figura del "responsabile per i contributi e incentivi anche fiscali", a fini della trasparenza.
Il provvedimento delega infine il Governo a rivedere la disciplina dell'indennità di discontinuità, a riordinare gli ammortizzatori sociali del settore dello spettacolo e adottare misure di sostegno per i lavoratori in condizioni di fragilità socioeconomica.
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