'Tremate, tremate, le streghe son

tornate' diceva un vecchio slogan del secolo scorso. Forse non

sono mai scomparse. Dal Malleus Maleficarum al tempo presente,

la figura della Strega viaggia nei secoli con lo stesso

archetipo di donna storicamente demonizzata perché libera,

autonoma, padrona del proprio corpo e della propria sessualità.

E la Strega come spazio di memoria, resistenza e trasformazione

va ora in scena a Roma, al Teatro Torlonia, dal 29 ottobre al 1

novembre, con Witch is, uno spettacolo della Compagnia Landi,

Mignemi, Paris.

Finalista al bando Regist* Under 35 della Biennale Teatro di

Venezia 2022, lo spettacolo indaga la costruzione della Strega

come sistematico strumento di controllo sul corpo femminile,

mostrando come la caccia alle streghe sia stata una vera e

propria guerra sociale finalizzata ad annientare l'autorevolezza

e la libertà delle donne.

In scena, la storia di quella secolare persecuzione si

intreccia con le forme — spesso più sottili ma ugualmente

violente — di discriminazione che attraversano la

contemporaneità. Su questa traiettoria, Giorgia Iolanda

Barsotti, Eleonora Paris, Cristiana Tramparulo costruiscono,

attraverso corpi, voci, musica e danza, un paesaggio

stratificato di racconti, canti, formule rituali e confessioni

che prendono il via dal Malleus Maleficarum, il trattato del XV

secolo che codificò la persecuzione delle presunte streghe e

dal saggio Calibano e la strega di Silvia Federici.

Intersecando i punti di vista degli inquisitori, delle donne

accusate di stregoneria e delle donne di oggi, Witch is

ricompone i frammenti di una memoria rimossa che continua a

interrogarci, dettando luce su ciò che è stato censurato,

escluso o dimenticato: la Strega, infatti, è anche ciò che resta

dopo il rogo.

"Per noi, la Strega non è soltanto una figura ma un luogo in

cui storia, folklore, vittime e carnefici si incontrano. Tre

attrici in scena hanno poco più dei loro corpi e delle loro voci

per far 'accadere le cose". Creano dal nulla attraverso quello

che dicono, come solo il teatro (e la magia) permettono di fare

- affermano la regista Virginia Landi e la drammaturga Francesca

Mignemi - Sono streghe. Sono streghe? Lo spettacolo attraversa

tre punti di vista: quello degli inquisitori, di donne accusate

di stregoneria e, infine, di donne che abitano il nostro

presente e che riflettono sul proprio corpo e sul rapporto che

hanno con esso. "Strega per noi è quello che non c'è più o viene

censurato. Strega - affermano la regista Virginia Landi e la

drammaturga Francesca Mignemi - è quello che resta dopo il rogo:

la puzza, la cenere, il giudizio, lo stordimento, l'eco di un

urlo nelle orecchie, la paura che, prima o poi, possa toccare a

noi".

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