(dell'inviata Mauretta Capuano)

"La diplomazia, la politica, la

comunità internazionale in cui cominciare a far funzionare tutte

le agorà" . Sono questi gli strumenti per risolvere le guerre ha

detto il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei,

nell'atteso incontro del 10 settembre al Festivaletteratura di

Mantova, con Lucio Caracciolo e Paola Caridi. L'appuntamento,

'Spezzeranno le spade e ne faranno aratri' è stato spostato, a

causa del temporale e della pioggia battente, da Piazza Castello

alla Basilica di Sant'Andrea, utilizzata per la prima volta in

via eccezionale dal Festival.

"In questo caso dobbiamo ringraziare il maltempo" ha

sottolineato in apertura Caridi davanti al vastissimo pubblico

che ha riempito la Basilica.

L'invito di Caridi è stato a parlare "di pace, più che di

guerra" citando le parole di Papa Leone XIV "pace disarmata e

disarmante".

Anche Caracciolo ha sottolineato che "non c'è la possibilità di

costruire una vera pace se non attraverso la politica che è

quello che manca oggi" e poi ha incalzato: "non siamo

spettatori. Mi domando perché abbiamo rinunciato a dire la

nostra. Questa mancanza di senso di responsabilità mi

atterrisce". Il direttore di Limes ha poi spiegato che "è un

genocidio quello che è avvenuto a Gaza per mano di Israele, ma

non ci farei uno slogan perché il mio obiettivo è la pace. Sono

disposto a rinunciare a questo termine per avviare un dialogo.

Bisogna liberarsi di alcune posizioni che ci impediscono di

entrare nella testa dell'altro. Lo sforzo che oggi ci manca è

quello di interessarsi alle ragioni dell'altro". "Bisogna

ricostruire le cose non contro gli altri, ma per il bene degli

altri" è stato l'invito del Cardinale Zuppi tra gli applausi.

"Abbiamo dato per scontata la pace e non so che cosa potrà

succedere con una tecnologia sempre più accessibile. Pensare che

la pace - ha affermato il presidente della Cei - si faccia con

la guerra è una follia. È la cultura della potenza quella che

stiamo vivendo. Bisogna usare le parole per il dialogo,

l'incontro, la conoscenza e bisogna ricostruire anche le cause

non contro gli altri ma insieme agli altri. Bisogna parlare con

i cattivi. Bisogna avere il coraggio del dialogo che può

sembrare anche tradimento , ma bisogna parlare con l'altro".

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